“Segni particolari: città d’impresa e di cultura”: Torino vista dal Salone Internazionale del Libro 2025.

Nessun dorma a Torino.  Proprio nel giorno dell’inaugurazione del Salone del Libro, esce sulle pagine de La Stampa un’intervista a Marco Boglione, uno dei più noti e attivi imprenditori torinesi: “Torino, negli ultimi vent’anni, «ha tenuto botta». Ma resistere non basta più: ora serve una visione per definire i prossimi venti. La città si deve reinventare”. Parole che, in sostanza, suonano come l’esortazione “Nessun Dorma” che – prendendo spunto dalla nota romanza della Turandot di Giacomo Puccini – il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, facendogli eco Mario  Draghi, ha espresso in apertura della XVIII edizione del Cotec, lo scorso 13 maggio a Coimbra.

Il “modello Torino”  Se Marco Boglione suggerisce, come modello di sviluppo: “Copiamo Barcellona negli Anni Novanta”, diversa e tutta locale è invece l’idea che arriva da uno dei convegni inaugurali del Salone del Libro. “Segni particolari: città d’impresa e di cultura”: questo è il titolo dell’evento, cui prendono parte Stefano Lo Russo, sindaco di Torino; Evelina Christillin, presidente della Fondazione Museo Egizio,  e Marco Gay, presidente Confindustria Torino.

Lo spunto è la presentazione dello spettacolare volume fotografico “Torino, spazio al futuro”, edito da 24 Ore Cultura in occasione della nomina di Torino quale Capitale della Cultura d’Impresa 2024.

Le due parole, appunto, “cultura” e “impresa” sono la chiave del successo di oggi e di domani per la capitale subalpina. Marco Gay: “La geopolitica crea disallineamenti: con la crisi dell’automotive, il Piemonte da 4° è passata a 5° Regione italiana esportatrice. Ma tutte le imprese della Regione hanno la cultura al centro, si tocca con mano qui al Salone del Libro, uno dei più importati in Europa. Cultira anche come ricerca di sostenibilità, nel senso di miglior impatto possibile. Una città attrattiva deve avere rispetto dei suoi talenti”.

Evelina Christillin sciorinai numeri del Museo Egizio, con un bilancio in continua ascesa, personale superspecializzato in incremento e pubblico in crescita esponenziale. Questo si trasforma in una credibilità sempre più solida, dimostrata dalle decine e decine di progetti, in parte autofinanziati e in parte finanziati da privati, specialmente industrie farmaceutiche o di strumenti medicali, che hanno visto l’eccezionale visività che possono ottenere attraverso tale Ente culturale, che dal 2014 ha nominato il valentissimo direttore Christian Greco, un italiano, un talento formatosi anche all’estero e poi rimpatriato. Christillin, sollecitata dalla giornalista sulla “monelleria” di aver concesso per due mesi (dal dicembre 2016) l’accesso 2 al prezzo di 1 per chi fosse di lingua araba, ricorda che non fu affatto una monelleria bensì un serio  esperimento di inclusione e confronto. E, conclude: “Grazie forse anche a quella “monelleria” oggi il Museo Egizio è consulente per la cultura del Piano Mattei”.

Stefano Lo Russo ricorda che siamo in una ex industria  (il Centro Congressi del Lingotto, ndr)  e che, dopo l’entusiasmo collettivo delle Olimpiadi del 2006, ormai quasi 20 anni fa, questa città, come tutte, è luogo di contraddizioni ma anche di grandi opportunità. Torino deve contare sul suo “saper fare” che ancora esiste, ma anche su una posizione geografica molto attrattiva, vicina alle montagne, alle coline e al mare. Milano è 4 volte più cara ma gli Enti di formazione, Università e Politecnico, si equivalgono. Al Politecnico di Torino, numeri alla mano, potrebbero accedere circa 10 mila studenti in più all’anno, se solo ci fossero spazi adeguati. Questo significherebbe una risorsa eccezionale per il ringiovanimento della città e per le ricadute che una così numerosa popolazione giovane potrebbe avere in futuro se, anche solo in parte, diventasse residente. “Ma occorre accoglienza seria in termini di casa, formazione, connessioni e anche divertimenti, che non siano solo “chupito”. “Torino – conclude il Sindaco – deve cambiare direzione e non viaggiare più così spesso con l’occhio allo specchietto retrovisore”.

Non dunque una unica certezza bensì una chiamata collettiva alla collaborazione da parte di tutte le parti in causa, cittadini compresi. Nella speranza che “nessun dorma”!

Con lo slogan “Le parole tra noi leggere”, inizio dell’ultimo capoverso della poesia “Due nel crepuscolo” di Eugenio Montale, e con l’immagine dell’illustratrice veronese Benedetta Fasson (classe 1992), giovedì 15 maggio 2025 si è inaugurato il
37° Salone Internazionale del Libro di Torino, da giovedì 15 a lunedì 19 maggio 2025.
Orari: Giovedì 15, domenica 18 e lunedì 19 dalle ore 10 alle 20; venerdì 16 e sabato 17 dalle 10 alle 21. Luogo: Centro Congressi del Lingotto.
Metro linea 1 , direzione Bengasi, fermate Lingotto e/o Italia ’61.  
Treno dalle Stazioni ferroviarie di Porta Susa (treni FR, Italo e TGV da Milano – Bologna ecc) e di Porta Nuova: metro linea 1 , direzione Bengasi, fermate Lingotto e/o Italia ’61.  
Dalla Stazione Lingotto (per chi arriva con linee ferroviarie da Basso Piemonte, Liguria o altri treni interregionali). sottopasso pedonale per il Centro Congressi.