Si chiama Un anno di scuola il film che Laura Samani presenta in concorso Orizzonti all’82esima Mostra del Cinema di Venezia. Prendendo spunto da quelle che sono state le sue stesse esperienze da adolescente, Samani racconta la storia di Fred, diciottenne svedese da poco trasferitasi a Trieste per frequentare l’ultimo anno in un Istituto Tecnico. Unica ragazza in una classe di soli maschi e al centro di attenzioni spesso indesiderate, Fred finisce col fare amicizia con tre ragazzi: Antero, Mitis e Pasini. Amici da sempre, i tre accolgono Fred nel loro gruppo facendola sentire accolta e accettata ma presto gli equilibri si incrinano.
Quella raccontata in Un anno di scuola è una storia apparentemente semplice e con uno svolgimento lineare, ma che nasconde riflessioni profonde e attualissime. Il percorso di Fred, ma anche di Antero, Mitis e Pasini, è quello classico di formazione che spesso e volentieri è al centro di opere con protagonisti adolescenti, tra ostacoli e difficoltà da superare in un età di passaggio così critica. Le dinamiche di gruppo che si vengono a creare non sono particolarmente originali e le svolte della storia possono risultare prevedibili, ma l’approccio di Samani è attento e realistico, privo di comode semplificazioni o stanchi stereotipi che spesso e volentieri il racconto dell’adolescenza porta con sé.
Cruciale la riflessione sulle difficoltà dell’essere una giovane donna in un mondo di soli uomini, con un’attenzione particolare a ciò che Fred deve affrontare per il solo fatto di essere donna, oggetto di una percezione e un trattamento differenti rispetto alla controparte maschile. Allo stesso modo diventa centrale nella storia il focus sulla necessità di sacrificare una parte di sé per sentirsi accettati, di perdersi per poi ritrovarsi alla fine di un percorso di crescita. Ottima la prova del cast nel suo insieme, con l’esordiente Stella Wendick davvero perfetta nel restituire lo slancio vitale, la determinazione, le incertezze e le contraddizioni della sua Fred.










