L’ingegner Gadda va alla Guerra (O della tragica istoria di Amleto Pirobutirro) in scena al Toniolo di Mestre

Uno spettacolo, o tre? Tre situazioni differenti, eppure collegate da un filo storico e politico nella narrazione di un Fabrizio Gifuni intenso e coinvolgente.

La recitazione di Fabrizio Gifuni lascia senza fiato: instancabile, quasi forsennato, l’attore mette in scena la vita di trincea di un soldato durante la I Guerra Mondiale raccontata sotto forma di diario, con tanto di luoghi e date, scritto tra il 1915 e il 1917. Chi scrive questo diario è Carlo Emilio Gadda, uno dei più originali è interessanti autori italiani del Novecento, e il testo in questione è Giornale di guerra e prigionia.
Nelle pagine si alternano descrizioni di diverso tipo. I pasti in mensa, durante i quali il soldato esagera con il caffé, che lo fa alterare e mina il suo già scarso morale. I compagni, coi loro diversi accenti, i loro caratteracci e i dispetti, per i quali diventano agli occhi dell’introverso Gadda come degli aguzzini in quel già difficile contesto. Ma anche situazioni tragiche, come quella del compagno morto per andare a recuperare la salma di un altro soldato.

Il diario va avanti fino al ritorno a casa di Gadda nel 1919, dopo la disfatta di Caporetto e la prigionia, e con maestrale recitazione e l’impareggiabile uso di una voce veramente malleabile Gifuni riesce a far sentire al pubblico tutta la rabbia, la disperazione, fino quasi alla follia di chi vive la guerra e le sue ingiustizie, di chi viene mandato nella neve e nel fango con scarpe di cartone, di chi deve combattere per capi che si attaccano tra loro, ma poi mandano altri a morire.
E qui la narrazione cambia forma e diventa l’invettiva feroce, pungente e con una punta di ironia, che Gadda fa contro il Fascismo in Eros e Priapo. L’agitazione di Gifuni fa quasi paura, il suo racconto cambia continuamente ritmo, l’attore pare in preda ad una qualche mania mentre parla del “delirio narcissico” del Duce, che spingeva le donne a far figli per poi buttarne le giovani vite in una qualche inutile, disastrosa guerra messa in atto solo per saziare il suo bisogno di potere.

Nel terzo “spettacolo”, Fabrizio Gifuni spiazza certamente il pubblico: fa accendere le luci in sala nello sbigottimento generale, vuole parlare con schiettezza, questa volta del presente. Perché i governanti di adesso non sono poi così diversi da quelli di un secolo fa, e c’è ancora bisogno di qualcuno che vada a guardare dietro la loro maschera, qualcuno che prenda la loro psicologia e la smonti, mettendone in luce tutto il marcio.
La reazione che provoca questo spettacolo è un senso di empatia, perché la rabbia e la disperazione sono talmente forti da arrivare dritte allo spettatore, che viene colpito nel profondo. Ma in questa incredibile bufera di emozioni di cui si carica la recitazione di Gifuni si innesta la lettura di un Gadda shakespeariano, amletico nel modo di riflettere su se stesso e sulle sue condizioni. Scelte che reggono egregiamente all’impatto con la scena. .

Teatro Toniolo dal 15 al 16 Febbraio 2012 ore 21:00

L’ingegner Gadda va alla guerra(o della tragica istoria di Amleto Pirobutirro)

Un’idea di Fabrizio Gifuni (da Carlo Emilio Gadda e William Shakespeare)
Con Fabrizio Gifuni
Regia Giuseppe Bertolucci – Disegno luci Cesare Accetta – Direttore tecnico Hossein Taheri – Direttore d’allestimento e fonica Paolo Gamper
In collaborazione con Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti
Tournée a cura di Natalia Di Iorio