mercoledì, Luglio 29, 2026
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“12 baci sulla bocca” di Mario Geraldi

La III rassegna di teatro omosessuale a Teatro Libero chiude con lo spettacolo “12 Baci sulla bocca”.

La provincia soffocante e a volte disorientante napoletana. Stradone di paese isolate che a volte portano solo a uno di quei ristoranti per cerimonie. Strutture barocche decorate con finto stucco veneziano, con statue e laghetti con cigni. Per qualcuno sposarsi in questi luoghi è una grande aspirazione. Il conflitto sociale e politico che divide il paese sembra lontano da queste terre.

In questo ambito nasce “12 baci sulla bocca” che racconta l’incontro-scontro tra Emilio, lavapiatti dai modi e dal linguaggio diretto e Massimo, fratello “ripulito” del proprietario di un ristorante. Massimo si sta per sposare con l’unica donna che ha avuto nella sua vita, è a quel punto della vita in cui o ti lasci o ti sposi, Massimo si sposa.
Emilio è giovane, diretto, a volte rude nei modi, è ricchione, perché è l’unico termine usato a Napoli per identificare un omosessuale, Emilio è solo. L’omosessualità in Emilio si veste di forte e aggressiva mascolinità che riesce a scardinare l’omosessualità assopita malamente da Massimo.
I loro incontri sono violenti al limite dello scontro fisico. Si prendono e si lasciano, si trovano e si perdono. I due ragazzi si nascondono, si violentano con le parole. Ogni momento di apparente dolcezza, di possibile complicità viene guastato da una parola, da un gesto sbagliato.

Il loro è un ambiente in cui non è permessa alcuna diversità: vigono leggi sociali e di branco che non permettono nulla al di fuori di una prassi consolidata. Ma gli occhi di Antonio, fratello di Massimo, lo guardano dentro, sanno molto di più di quel fratello di quanto lui pensi. In quell’ambiente i problemi si risolvono in maniera spicciola ed uno come Massimo non può certamente essere un “ricchione di paese”.
Per costruire un tessuto emotivo ancora più claustrofobico questa vicenda è stata trasportata negli anni settanta, per esattezza alla fine del 1975, anno della morte di Pier Paolo Pasolini.
Dopo il lavoro fatto con Gomorra, Decimopianeta mette a frutto la sua esperienza in una storia di pura finzione. Una vicenda che parte dalla periferia, dove il tempo sembra essersi fermato e dove – al di la di una finto progressismo – ci sono ancora leggi sociali antiche. Un’atmosfera sudata che ha l’eco della musica napoletana, che vive di squarci di luce sul nero dei giorni e di quelle vite.

Decimopianeta Il gruppo Decimopianeta nasce a Napoli nel 2003 con la volontà di occuparsi di teatro d’impegno civile. Prima realizzazione “Idroscalo93”, spettacolo che racconta la morte di Pier Paolo Pasolini e che ha fatto parte alla rassegna “Petrolio” curata da Mario Martone per il teatro Mercadante di Napoli. Nel 2005 Decimopianeta vince il Premio Ustica per il teatro (sezione del Premio Scenario) con “Quattro” di Mario Gelardi e Giuseppe Miale di Mauro. Nel 2006 inizia la collaborazione con Roberto Saviano per la realizzazione della versione teatrale di “Gomorra”, spettacolo esportato anche in Germania, che ha vinto come migliore novità italiana gli “Olimpici del Teatro”. Tra le ultime produzioni “Bianco Polvere”, sulla
diffusione della cocaina tra i ragazzi e il reading “La Ferita”, che racconta le storie di alcune vittime innocenti di camorra.

Mario Gelardi Autore, regista e attualmente direttore artistico della rassegna “Teatri della legalità”, è stato vincitore di numerosi premi nazionali tra cui si ricordano: Premio Olimpici del Teatro per “Gomorra”, scritto con Roberto Saviano, Premio Ustica per il Teatro con “Quattro”, scritto con Giuseppe Miale di Mauro, Premio Fersen per il Teatro con “La vita come prima”, scritto anch’esso con Giuseppe Miale di Mauro, Premio Flaiano 2002 con “Malamadre”, premio della critica a Schegge d’autore e Premio Drammaturgia Oggi con “Solo per te”. Il suo spettacolo “Idroscalo93”, realizzato per il Progetto Petrolio diretto da Mario Martone, è stato incluso tra gli eventi del Comune di Roma per “30 anni dopo, Pasolini uno di noi”. E’ autore di “Fango”, monologo sulla tragedia di Sarno del 1998 trasmesso da RAIDUE e RadioTre.

Giuseppe Miale di Mauro Regista e autore, si diploma come attore all’Accademia teatrale del Teatro Bellini e in questa veste interpreta, tra gli altri, spettacoli quali “Guappo di cartone” di Viviani con la regia di Cerciello e “Allegretto…perbene ma non troppo” di Ugo Chiti con la regia di Enrico La Manna.
E’ stato inoltre tra gli interpreti principali di “Gomorra”, diretto da Mario Gelardi. Come autore è stato selezionato per il Premio Extra Candoni 2005 ed è risultato finalista del premio Riccione 2005 con “Becchini”, scritto con Mario Gelardi. Ha vinto poi il Premio Fersen per la drammaturgia con “La vita come prima”.

Francesco Di Leva Ha realizzato diverse interpretazioni teatrali, tra queste “Napoli Milionaria” e “Le Voci di Dentro”, di Eduardo De Filippo , per la Regia di Francesco Rosi; “L’opera segreta”, regia di Mario Martine; “Gomorra”, regia di Mario Gelardi. Tra le sue interpretazioni cinematografiche, Pater Familias di Francesco Paterno e “Vento di Terra” di Vincenzo Marra.

Stefano Meglio Attore di cinema e teatro, recita nel film “L’Inchiesta” di Giulio Base e Primo Carnera di Renzo Martinelli, e in teatro “Ninà” per la regia di Claudio Insegno.

Andrea Vellotti Si diploma all’Accademia di arte drammatica “Silvio D’amico”. Lavora in teatro in “Fari nella nebbia”, regia di Vincenzo Manna e “Svenimenti” regia di Lilo Baur.

BIGLIETTI: INTERO: 19 Euro – RIDOTTO GIOVANI: 14 Euro – RIDOTTO ANZIANI: 10 Euro
ORARIO SPETTACOLI: Lo spettacolo avrà inizio alle ore 21,00.

PRENOTAZIONI – ACQUISTI:
È possibile prenotare nelle seguenti modalità:
– via e-mail scrivendo a [biglietteria@teatrolibero.it->biglietteria@teatrolibero.it]
– online collegandosi al sito www.teatrolibero.it
– chiamando allo 02-8323126
È possibile acquistare online collegandosi ai siti:
www.ticket.itwww.bookingshow.comwww.vivaticket.it