Dalla videoinstallazione al mokumentary. Per poi passare al cinema di finzione. Con Carola Spadoni le etichette funzionano poco. Cineasta dallo sguardo e dalle visioni oblique, Carola, nata a Roma, dopo il liceo si trasferisce a New York dove studia cinema al Brooklyn College e lavora poi come assistente operatore in numerose produzioni indipendenti nordamericane. Dal 1992 comincia a dirigere lunghi e cortometraggi, videoclip e quant’altro. Artista totale, si dedica con la stessa passione all’arte contemporanea, tanto che nel 2003 vince il Premio Giovane Arte Italiana 2003 ed espone alla 50^ Biennale d’Arte di Venezia l’opera DIO è MORTO, mise en espace di cinema, che entra a far parte della collezione permanente del MaXXI Arte, Museo di arte contemporanea di Roma. Nel giugno del 2004 inaugura la prima mostra personale alla galleria A la Page di Tolosa, dal titolo Carola Spadoni: film & video works. Prolifica e vulcanica, Carola attraversa il mondo del cinema e dell’arte, così come quello della scrittura (dal ’97 al ’98 collabora come freelance per la rivista mensile statunitense «The Indipendent Film & Video» e ad oggi con «Il Manifesto») tanto che nel gennaio 2006 è co-fondatrice di giravolte.it (www.giravolte.splinder.com), una rivista online di cinema, arte contemporanea, ecc. Diffondere cinema che sfugge al mercato rientra nel suo lavoro di filmaker: il suo ultimo progetto è del luglio 2006 con la rassegna Cinema è Indipendente per la manifestazione romana Massenzio. È l’unica artista italiana presente alla mostra Collateral. Quando l’arte guarda il cinema, in programma dal 1 febbraio al 15 marzo 2007 all’Hangar Bicocca di Milano, con Live Through This, in cui rielabora una scena di Zabriskie Point di Antonioni.
L’omaggio a Carola Spadoni vuole essere il primo di una serie di appuntamenti dedicati al cinema indipendente italiano contemporaneo.
ore 18.00-ore 20.30
a rotazione
Make Believe Aconin (1992)
Regia e soggetto: Carola Spadoni; interpreti: Kier Kirby, Lisa Grosso, Paolo Di Nola, Roberto Ruspoli; origine: Stati Uniti; durata: 10’
Another Conscious Intelligence è una palla aliena dotata di un’intelligenza extrasensoriale che capta i messaggi di una raver solitaria che con mezzi rudimentali cerca di contattare forme di vita aliene dal suo appartamento a New York. La giovane raver beve alcol come una spugna per affrontare le persone che degli alieni non vogliono sentir parlare, compresa la sua migliore amica e vicina.
La palla Aconin salta nella sua vita e la stravolge indicandogli nuovi percorsi. Tra cui smettere di bere.
a seguire
NEIGHBORS (1996)
Regia e sceneggiatura: Carola Spadoni; interpreti: Lance Baldwin, Carissa Glucksman, Paolo Di Nola; origine: Stati Uniti; durata: 10’
In un unico piano sequenza la cinepresa attraversa le vite di alcuni vicini di casa a New York. Una coppia yuppie da poco sposata, tre giovani ravers un po’ tra le nuvole ed Andrea, una piccante signorina intorno ai trent’anni. È attraverso le finestre del loft di Andrea che spiamo brevi momenti di quotidianità dei nostri personaggi. Ad un tratto lei riceve una telefonata violenta e molesta da un uomo che sembra la stia osservando. La classica situazione maniaco-vittima è rovesciata in un climax finale.
a seguire
D.D.T. (1999)
Regia, soggetto e fotografia: Carola Spadoni; montaggio: Alessandro Cerquetti; origine: Stati Uniti e Italia; durata: 3’36”
Detection Deception Tour è un video musicale per Liquid Sky Records, ispirato alla video sorveglianza nelle città. «Ho girato il video come se fosse materiale registrato da una videocamera di sorveglianza e poi l’abbiamo montato come se fosse un report su comportamenti sospetti di cittadini qualsiasi» (Spadoni).
Un’atmosfera di tranquilla paranoia urbana in cui sembra possa accadere qualcosa di rilevante da registrare.
a seguire
SYMPHONIES OF MEMORIES (2001)
Regia, soggetto e fotografia: Carola Spadoni; musica: Kitchen Tools; interpreti Sherry Fell, Andrea Slade; origine: Stati Uniti; Italia; durata 3’
«La Extra Label, etichetta italiana della Virgin, mi commissiona un music video per la band romana dei Kitchen Tools. Da un incontro decidiamo di realizzarlo a New York focalizzando sulla mia visione della città. Protagonisti del lavoro sono i colori, le saturazioni, i frammenti di New York e le persone della scena underground che ho incontrato e con cui ho condiviso il mio percorso newyorkese» (Spadoni).
a seguire
DIO è MORTO (2003)
Regia e ideazione: Carola Spadoni; interprete: Fabrizia Sacchi; origine: Italia; durata: 7’
Mise en espace di cinema su due schermi presentata nella versione per schermo unico.
«Carola Spadoni presenta una mise en espace del cinema. Per “DIO è MORTO” […] ha ideato appositamente un nuovo formato di fotogramma in 32:9, elaborato dalla somma in orizzontale delle due proiezioni Dvd in 16:9, con il supporto audio del dolby surround. Girato in pellicola Super 35mm, il fotogramma è stato diviso in due 16:9 in post produzione per essere poi proiettato nella sua interezza in 32:9. L’audio dell’installazione è in dolby surround. La messa in scena western svela una cowgirl sanguinante che lungo il cammino tenta di spogliarsi dei suoi vestiti. Sotto ad ogni strato ne ha sempre un altro. La fine è un accenno il cui sviluppo è lasciato all’immaginazione dello spettatore. Il lavoro mette a fuoco la difficoltà del cambiamento. sottolinea il valore del dubbio rispetto alle certezze e la possibilità di un esodo da ruoli e definizioni troppo certi. La cowgirl, icona del mondo occidentale, procede in un esodo dal ruolo che l’ha finora definita» (dal catalogo Premio Giovane Arte Italiana 2003)
a seguire
Live Through This (2006)
Regia, ideazione e fotografia: Carola Spadoni; montaggio: Rosella Mocci; musica: Zu; origine: Italia; durata: 5’30”
Installazione video su tre schermi presentata nella versione per schermo unico.
È un lavoro sull’intensità e una riflessione sul Live. In relazione una folla di spettatori ad un concerto e la folla di amanti della mitica scena nel deserto californiano di Zabriskie Point, ripreso in video durante una proiezione notturna all’aperto.
Rappresentare la tensione del desiderio e la condivisione attraverso persone e corpi appiccicati, sorpresi, estatici, danzanti, sudati, felici, attenti, effervescenti. In libero sfogo e botox free.
Proiezioni a ingresso gratuito
ore 20.30
Al confine tra il Missouri e la Garbatella (1997)
Regia: Carola Spadoni; soggetto: C. Spadoni; sceneggiatura: C. Spadoni, Victor Cavallo; interpreti: V. Cavallo, C. Spadoni; origine: Italia; durata: 30’
Dichiarazione d’intenti, fin dal titolo, di Carola Spadoni, la più americana delle nuove registe italiana, ma anche la più radicata nel cuore di una romanità che vive di incontri estemporanei, di fughe, di affinità elettive, di strane mescolanze. Il primo incontro tra un padre e una figlia, ormai grande, attorno al tavolino di un bar all’aperto, in una piazzetta nascosta di Roma: il passato e il presente che si specchiano svelando le contraddizioni del vivere quotidiano, l’incalzare del tempo e l’illusione di poter ritornare indietro. E ripartire da capo. Tra il Missouri e la Garbatella. Tra il sogno e la realtà.
ingresso gratuito
ore 21.00
Incontro moderato da Mario Musumeci con Carola Spadoni
ore 21.45
Giravolte (2001)
Regia: Carola Spadoni; soggetto e sceneggiatura: C. Spadoni, Graziano Misuraca; interpreti: Victor Cavallo, Alberto Grifi, Raz Degan, Drena De Niro; origine: Italia; durata: 80’
Film di avventura metropolitana in una baracca sotto un ponte, Porta Portese e un bar notturno. Luoghi che ospitano storie e personaggi al confini con la quotidianità di Roma. Victor Cavallo, poeta nomade romano e moltodipiù, traccia i nuovi confini della città. «Giravolte, che ha esordito al Festival di Torino ed è poi transitato al Forum di Berlino, benissimo accolto da un pubblico internazionale, avvezzo alla sperimentazione, ne esprime benissimo la filosofia ibrida che unisce cinemascope e basso budget, lavoro d’ensemble sugli attori (o meglio non attori) e apparizioni pregnanti […], multirazzialità e spirito local, citazionismo e struttura libera» (Paternò). Raz Degan e la figlia di De Niro, Drena, irrompono nel film portandovi una scheggia impazzita di cinema yankee. Uno dei più significativi esordi dell’ultimo decennio.
Centro Sperimentale di Cinematografia Via Tuscolana 1520 – 00173 Roma Cineteca Nazionale-Cinema Trevi 06/72294389




















