Le donne, i loro sentimenti, i rapporti con l’ex sesso forte, affrontati da Cristina Comencini ne “La scena” in una chiave di lettura comica e brillante

Ne sono interpreti due bravi attrici, Angela Finocchiaro e Maria Amelia Monti, che sfoderano tutti i registri della loro vena comica

Il nuovo lavoro teatrale scritto e diretto da Cristina Comencini mette in scena le donne, i loro sentimenti e il complesso rapporto con le figure maschili. Una domenica mattina le amiche d’infanzia Lucia (Angela Finocchiaro) e Maria (Maria Amelia Monti), ora donne mature, leggono una scena di teatro che Lucia, attrice, dovrà recitare l’indomani. Due donne dai caratteri diversi che si rivelano da subito nell’interpretazione del monologo. Due versioni opposte della femminilità quelle di Lucia, che sembra aver dimenticato la passione per gli uomini in carne ed ossa,innamorata dei personaggi che incrocia sul palcoscenico e di Maria, che non può vivere senza gli uomini, e che mossa dall’ebbrezza della conquista coltiva la speranza di aver finalmente incontrato ‘quello giusto’. E quello giusto potrebbe essere proprio quello incontrato la sera prima a una festa in cui ha bevuto troppo, di cui ha scordato il nome e l’età, e che ora compare in scena in mutande. Luca è un giovane trentenne interpretato da Stefano Annoni, che irrompe nella scena al femminile, desideroso di conoscere le due donne e di farsi conoscere. Da qui il dialogo tra generazioni, l’educazione sentimentale, l’amicizia tra donne, l’uomo amante-figlio, la donna amante – madre, il giovane amante, la donna matura, la carriera, il sesso, l’incomunicabilità, l’assenza dei padri, la tirannia delle madri, l’avvicendarsi di vittima e carnefice nel rapporto tra uomini e donne, la difficile ricerca di un punto di accordo. Nulla che non conoscessimo già. Lo spettacolo si snoda facile e leggero, cresce la tensione in attesa di qualcosa che superi le facili catalogazioni, di una rivelazione che non arriverà mai. Il pubblico ride, gli attori sono prevedibilmente bravi, ma nulla di veramente nuovo viene detto in scena. Forse nulla di veramente nuovo è possibile nello spazio limitato e rassicurante della classificazione in un qualsivoglia ruolo.Pubblico molto divertito. Diverse chiamate e tanti applausi nel finale.