“Tornando a casa per Natale” di Bent Hamer

Il Natale della solitudine

A Natale si possono riscoprire gli sguardi delle persone care e svelare i sentimenti più intimi. Oppure ci si può accontentare delle luci, dei regali futili e delle attrattive di una società senza memoria.

La cittadina norvegese di Skogli è popolata da persone infelici che sperano ancora di cambiare il triste presente in cui si trovano. Una coppia serbo-albanese aspetta un bambino, un uomo divorziato vuole rincontrare i propri figli, una donna attende il proprio amante, un bambino guarda le stelle, un medico guida nella notte e un clochard si innamora. Dalla solitudine di questi personaggi nascerà una nuova vita.

Se il protagonista de Il mondo di Horten, precedente film di Hamer, era inibito dalla ripetitività della sua vita, allo stesso modo anche i personaggi di Tornando a casa per Natale non riescono inizialmente a pilotare la propria esistenza. Tutti sono rinchiusi nel proprio isolamento, incapaci di comunicare e privi della forza necessaria per agire attivamente. I protagonisti sono però accomunati da un’umanità straordinaria, seme di una nuova speranza.

Inizialmente Hamer voleva mettere in scena dodici racconti brevi, tratti dal libro Only Soft Presents Under the Tree del norvegese Levi Henriksen, ma ha poi scelto di inserirne sei nel suo film. Il regista sviluppa un tono tra l’ironico e il drammatico e narra, in montaggio alternato, svariati accadimenti che avvengono la notte di Natale. Il paesaggio norvegese innevato diventa il teatro in cui i personaggi compiono azioni inusuali, in piacevole contrasto con la patinata atmosfera natalizia propria della società contemporanea. Il lungometraggio veicola così un commovente messaggio di rinascita spirituale comune a tutti gli esseri umani e valorizza quadri di calda intimità.

Il film rivela però diversi difetti causati dell’incapacità del regista (anche autore della sceneggiatura) di controllare adeguatamente il plot. I personaggi si perdono in troppe vicissitudini (il passato della donna che partorisce o la storia del bambino protestante) raccontate in modo approssimativo. Nel corso del film vengono appena abbozzate le caratteristiche di protagonisti che non riescono ad assumere una propria personalità e peggiorano la qualità di un’opera altrimenti degna di nota.

Secondo il regista «è attraverso le piccole storie che diventa possibile vedere qualcosa di più “grande”». Ma è proprio in questa coesione tra le parti che il film mostra evidenti pecche.

Titolo originale: Hjem til jul
Nazione: Germania, Svezia, Norvegia
Anno: 2010
Genere: Commedia, Drammatico
Durata: 85′
Regia: Bent Hamer
Sito ufficiale: www.hjemtiljul.no
Social network: facebook
Cast: Nina Andresen Borud, Trond Fausa Aurvaag, Arianit Berisha, Joachim Calmeyer, Levi Henriksen, Patrick Mölleken, Cecile Mosli, Igor Necemer
Produzione: Pandora Filmproduktion, Filmimperiet Sverige, Bulbul Films
Distribuzione: Bolero Film
Data di uscita: 03 Dicembre 2010 (cinema)