“Tango Libre” di Frederic Fonteyne

Un passo di tango, il bilico tra amore e disperazione.

Orizzonti
L’ambientazione, una prigione. Oppure una sala da ballo. Il filo conduttore, infatti, il tango argentino, occasione di riscatto dopo i tanti errori di una vita. Il ballo, elemento trito e ritrito nella filmografia degli ultimi trent’anni. J.C., una guardia carceraria, a una lezione di danza incontra Alice, giovane donna alle prese con il figlio adolescente e condivisa da due uomini, migliori amici ed entrambi carcerati.

Quando uno dei due amanti scopre che Alice danza con una guardia è subito accecato dall’odio e dalla gelosia, quindi chiede a un compagno argentino di insegnargli a ballare il tango, coinvolgendo, poi, l’intero carcere.

In uno scenario di estremo degrado, ciò che colpisce sono i sentimenti, insensibili a qualsiasi attacco esterno. Quando lo strano quadro familiare sembra destinato a frantumarsi, subito un evento ne devia l’esito, riportando il tutto all’ordine iniziale.

Nonostante ciò, il film non risulta per nulla scontato, anche se troppo lento. Eccessivamente complesso lo strano intreccio familiare, che costringe il pubblico a una perenne sensazione di travisamento, e che viene chiarito solo nel finale.

In sintesi, un film ben costruito nelle sue ottimi indagini psicologiche, ma troppo scontato nei temi del carcere e del riscatto nel ballo. Pellicola discreta, ma nulla di più.

Titolo originale: Tango Libre
Nazione: Belgio, Francia, Lussemburgo
Anno: 2012
Genere: Drammatico
Durata: 105′
Regia: Frederic Fonteyne
Cast: François Damiens, Sergi Lopez, Jan Hammenecker, Anne Paulicevich, Zacharie
Data di uscita: Venezia 2012