Dhafer Youssef e Eivind Aarset al Festival Glasbe Sveta – Musiche del Mondo

Il concerto in apertura della sesta edizione del Festival a Nova Gorica

Un incredibile concerto si è svolto martedì sera al castello di Kromberk in Slovenia. Poco distante dal confine tra Gorizia e Nova Gorica il pubblico internazionale ha assistito ad un intenso dialogo musicale tra il musicista tunisino Dhafer Youssef e il chitarrista norvegese Eivind Aarset. Il concerto ha rappresentato l’apertura del “Festival Glasbe Sveta – Musiche del Mondo” un evento che mira all’unione dei popoli e il superamento dei confini nel nome della musica e della cultura. Il programma del Festival raccoglie il testimone da un’iniziativa appena conclusasi nello stesso territorio, ovvero il “Festival Zrcala meje / Specchi di confine“. Entrambi gli eventi sono stati organizzati dal Circolo Controtempo di Cormòns insieme al partner sloveno Kud Morgan e in collaborazione con il Goriški Muzej (la cui sede è all’interno del medesimo castello).

Nell’esibizione del 30 luglio, Youssef e Aarset hanno confermato la loro fama internazionale: le performance del primo sono considerate un punto di incontro tra oriente e occidente, Youssef – che ha all’attivo dieci album solisti – attraverso l’oud (il liuto mediorientale) e una voce unica riesce a unire perfettamente accordi jazz, melodie medio-orientali e canto tradizionale. Aarset è un virtuoso della chitarra, un jazzista raffinato che porta avanti la sua ricerca musicale nel campo della musica elettronica e ambient. Anche lui ha realizzato una decina di album e ha collaborato con Ray Charles, Andy Sheppard e Ketil Bjørnstad. Entrambi gli artisti preferiscono sconfinare tra i vari generi: dal jazz ai ritmi africani, dai canti Sufi all’elettronica, evitando di restringere la musica ad un campo preciso per permetterle di evolvere in nuove forme.

Dimostrando una completa sintonia tra loro, i due musicisti sono entrati in connessione con il pubblico e il rilassante ambiente circostante. La musica si diffondeva nell’aria grazie alla leggera brezza, il canto di Dhafer raggiungeva toni che toccavano il cielo, come un volo di gabbiani. Ritmi ripetitivi e improvvisati, iniziati pizzicando le corde dell’oud in attesa di una risposta dalla chitarra elettrica, producevano un dialogo incalzante tra gli strumenti e i performer. Il pubblico rapito da una musica senza tempo, incantato non muoveva un muscolo. Come ha detto Youssef durante la breve presentazione “non servono parole, meglio lasciar parlare la musica”. Ed è infatti difficile descrivere più di un’ora di performance che tocca l’anima degli spettatori e li trasporta in altri luoghi e dimensioni.

Prossimi appuntamenti del Festival: stasera, primo agosto con la musica di Bombino, chitarrista che celebra la cultura Tuareg ed è in tour con il suo ultimo album “Sahel”. Infine, il 3 agosto il grande Richard Galliano, virtuoso dell’accordéon presenterà un omaggio a George Gershwin.
Accanto all’area dei concerti è presente uno spazio relax che ospita un mercatino di cibo e artigianato locale, con un’ottima selezione di vini.

A questa bella iniziativa auguriamo lunga vita, ma soprattutto – al di là del suo legame con Gorizia-Nova Gorica Capitale Europea della Cultura 2025, speriamo che questo seme musicale possa fiorire anche in altre città.