All’ingresso il Plastique Fantastique, una struttura gonfiabile in cui si cammina a piedi nudi passando in mezzo alla nebbia, tra profumi e materia, all’uscita l’opera del cineasta Özpetek e Kasia Smutniak immersa nell’acqua veneziana.
Per Paolo Baratta l’aspetto interessante è che il visitatore trovi stimolo in ciò che incontra e che la Biennale sia “almeno una temporanea fuga dall’ordinario che ci costringe tutti i giorni”.

Parteciperanno al Padiglione Venezia a rotazione all’ingresso, sei opere vincitrici del concorso “Artefici del nostro tempo”, promosso dall’Amministrazione comunale e rivolto ai giovani tra i 18 e i 35 anni, a cui hanno partecipato più di 2000 iscritti.