sabato, Agosto 15, 2026
Home News Cinema Giulietta Masina, l’antidiva nel ricordo di Milena Vukotic e nelle riflessioni dei...

Giulietta Masina, l’antidiva nel ricordo di Milena Vukotic e nelle riflessioni dei critici

Il CINIT ha reso un doveroso omaggio a Giulietta Masina in occasione del centenario della nascita, ospitando giovedì 10 giugno dalle 18 alle 19 nella sua pagina Facebook uno scambio di esperienze e ricordi legati all’attrice. La regia dell’ incontro è stata curata da Stefano Antonini , segretario ANVGD Venezia ,mentre il confronto è stato moderato da Alessandro Cuk , vicepresidente CINIT. L’intervento dell’attrice Milena Vukotic, solitamente restìa a partecipazioni in queste forme, ha permesso agli appassionati che hanno seguito l’incontro di condividere la presenza della Masina nei suoi ricordi ancora vividi: per lei Giulietta era anzitutto un’amica , un essere umano speciale che ebbe la fortuna di incrociare nel cammino ancor prima di imbattersi in Fellini. Vukotic e Masina recitarono insieme in Giulietta degli spiriti. L’attrice emiliana aveva una personalità fuori dagli schemi, ma nello stesso tempo umile e semplice nei modi , che ha messa subito a suo agio Milena Vukotic instaurando un rapporto d’amicizia sincera e duratura, nonostante le distanze e i poco frequenti contatti. Un privilegio che pochi possono vantare, se si pensa a quanto la Masina abbia vissuto all’ombra del marito, senza essere tenuta nella considerazione che avrebbe meritato anche come attrice .I suoi esordi nel cinema sono legati al neorealismo e a grandi nomi come Rossellini (che girò l’episodio della liberazione di Firenze proprio all’interno dell’abitazione romana di via Lutezia 11, casa della Masina). Questo ed altri episodi si ritrovano nel libro “Lo spirito di Giulietta. Masina storia di un’antidiva” di Fulvio Fulvi, che si è soffermato sull’impegnativo lavoro di ricerca di episodi, aneddoti e interviste alla base dello scorrevole e accattivante “saggio racconto” così definito da Goffredo Fofi nella prefazione. Il contributo di Roberto Chiesi, critico cinematografico e responsabile del Centro studi – Archivio Pasolini della Cineteca di Bologna , ha posto l’accento sull’influenza di Giulietta Masina nei vari campi della cultura popolare del nostro paese, evidenziando quanto il ruolo da lei interpretato in “Giulietta degli spiriti” differisca dagli altri . Nel film, infatti, la solitudine e la scoperta di essere stata ingannata sono i tratti di un personaggio borghese, non di figure ai margini della società come ne Le notti di Cabiria o La strada , nelle quali il mondo interiore alla fine funge da ancora di salvezza. La forza dei suoi personaggi e la creatività che Giulietta Masina metteva nella loro preparazione, rendendosi più una co-autrice che un’interprete, è giunta al punto di ispirare anche il cambio del titolo di una storica pubblicazione del CINIT, dal 2010 intitolata “Cabiria – Studi di cinema”. Marco Vanelli, direttore della rivista e altro ospite della diretta, ha sottolineato come la Masina abbia influenzato anche altri campi dell’arte e la cultura , arrivando a ispirare con la sua Gelsomina alcuni sonetti a Raùl Hernandez Novas (citato proprio nel volume 166 della pubblicazione Cabiria), o una canzone (dal titolo appunto Giulietta Masina) a grandi interpreti internazionali come Caetano Veloso.
Arte cinematografica e letteraria in perenne connubio , ha concluso Vanelli, hanno aiutato il maestro e la sua musa a lasciare un segno importante in un’epoca nella quale sarebbe comunque stato difficile far accettare tanta aria nuova e anticonformista: il destino ha voluto che Fellini , passando per Firenze dalla natìa Rimini, verso Roma, abbia incrociato nella sua strada Aldo Palazzeschi , acquisendo un po’ della visionarietà futurista del tempo, che grazie al contributo unico e inimitabile della moglie è diventato uno dei segni distintivi della sua filmografia.