Anche quest’estate c’è stato un piccolo festival, ma tenace e organizzato, che ha dedicato la sua attenzione totalmente al cinema italiano e alle sue opere prime, quelle che si vedono ai festival e nelle grandi città ma che poi spesso fa fatica ad essere distribuito in maniera più ampia. Ecco il Gallio Film Festival 2019, giunto quest’anno alla 23ª edizione colma questa lacuna nel Veneto grazie all’attenzione del suo fondatore e direttore artistico Sergio Sambugaro e a tante realtà del territorio che gli danno una mano.

Quest’anno il festival ha avuto veramente un grande successo di pubblico, con la sala gremita ad ogni proiezione, confermando la qualità della rassegna, che ha ospitato numerosi registi che hanno animato interessanti incontri con il pubblico.

La giuria composta da Fabio Rosi, Sergio Frigo, Silvia Casa e Marco Sottoriva ha deciso di assegnare il premio al Miglior film al 23. Gallio Film Festival, dedicato alle opere prime del cinema italiano, al film “Il diario di Carmela” di Vincenzo Caiazzo, storia di una ragazza napoletana che cerca di sfuggire da un contesto familiare e sociale malavitoso. La giuria ha apprezzato del film “la capacità mimetica di inserirsi con la macchina da presa nella quotidianità di un contesto disfunzionale, dentro cui la protagonista riesce a ricavarsi un suo spazio intimo”.

Il premio per la miglior regia è andato a “Il corpo della sposa” di Michela Occhipinti, “per il coinvolgimento emotivo suscitato nello spettatore in una vicenda singolare, che si scioglie in una memorabile scena finale”, mentre il Gran premio della giuria Emidio Greco è stato attribuito invece a “La strada dei Samouni” di Stefano Savona, “per aver saputo esprimere un evento tragico attraverso un originale atto creativo che utilizza differenti registri formali”.

Miglior attrice “per la versatilità ed efficacia nell’interpretare una vasta gamma di stati d’animo” è risultata Sara Serraiocco per “In viaggio con Adele” di Alessandro Capitani, mentre il Miglior attore invece è il protagonista de “La banda Grossi” di Claudio Ripalti, Camillo Ciorciaro, “per l’intensità e la credibilità nel rappresentare le contraddizioni dell’animo del suo protagonista”.

Infine il premio per la Miglior sceneggiatura è andato a “Zen sul ghiaccio sottile” di Margherita Ferri, uno dei film realizzato nell’ambito dell’iniziativa Biennale College, “per la sensibilità nell’analizzare e mettere a confronto le diversità delle due protagoniste in un contesto ostile e problematico”.

“In viaggio con Adele” di Capitani, con una Sara Serraiocco e un Alessandro Haber in stato di grazia, si è aggiudicato anche il premio del pubblico, davvero numeroso per tutta la settimana alle proiezioni e anche agli eventi speciali dedicati oltre che ad Ermanno Olmi, a Bernardo Bertolucci.

La giuria dei giovani composta da quattro diciottenni galliesi, due ragazzi e due ragazze, ha offerto un punto di vista inedito sui film in concorso premiando come miglior film “La Banda Grossi” di Claudio Ripalti.