Una commedia dei nostri tempi, intensa e coinvolgente, che parla con profondità a tutte le generazioni con il linguaggio universale dell’emozione.
È il 2019 e Manuel (Roberto Gudese) e Carlo (Alessandro Fella) sono due ragazzi sui vent’anni, avvezzi a infrangere le regole senza mai chiedere scusa. Quando entrambi sono condannati a scontare un anno di lavori socialmente utili, si trovano presso la stessa casa di riposo, Villa Bianca.

L’incontro con gli anziani ospiti si trasforma a poco a poco in rapporto di stima, fiducia, confidenza e affetto. Ogni persona una vita, ogni vita una storia, ogni storia un dolore; forse per la prima volta i due giovani hanno esperienza di rapporti umani sinceri e profondi, di rispetto e di disciplina.
Ben diversamente da ciò che vivono nelle famiglie, fondamentalmente superficiali e distratte, o con le fidanzate, che non capiscono la trasformazione che stanno vivendo. Sembra che il legame generazionale salti a piè pari una generazione, legando i ragazzi non ai genitori, bensì a chi avrebbe l’età dei nonni.

Importante è anche il rapporto che s’instaura con gli altri dipendenti di Villa Bianca, più o meno loro coetanei – in particolare con la capo-sala Luisa – che saranno fondamentali per il percorso di maturazione dei due giovinastri.
Il 2020 però, on la pandemia scriverà nella casa di riposo l’epilogo che purtroppo noi tutti abbiamo ancora ben presente nella memoria.
Marco Risi (Milano, 1951) figlio d’arte del grande Dino e grande regista anch’egli (come fu anche il fratello Claudio) si ispira per questo film al suo rapporto con il padre, parla dell’eutanasia, che fu desiderata dal padre nella lunga malattia che lo portò alla morte, utilizza la tecnica paterna della commedia senza lieto fine, infine lo ricorda anche nel nome di uno degli anziani ospiti di Villa Bianca.

Del cast fanno parte anche gli ottimi Massimo De Francovich, Eros Pagni, Lucia Rossi, Luigi Diberti, Valerio Binasco, Elena Cotta.

Il film, prodotto da Domenico Procacci – Laura Paolucci per Fandango – Rai Cinema, è stato presentato in anteprima italiana fuori concorso al 41° Torino Film Festival.