sabato, Luglio 25, 2026
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“Silenzio” il romanzo di Melania Mazzucco dedicato alla diva del muto Diana Karenne

“Silenzio” di Melania Mazzucco
“Silenzio” di Melania Mazzucco

Nella Roma dell’ottobre 1914 arriva Dina Karren, una giovane musicista dai tratti slavi. Alloggia all’Hotel Imperial di via Veneto, anche se non se lo può permettere, ma non aspetta qualcuno che la mantenga. Interessata al cinema, fa un provino e un secondo, poi un terzo a Torino, con il produttore Ernesto Pasquale. Lui la lancia. Lei cambia nome e, come Diana Karenne diventa una diva degli anni d’oro del cinema muto: intrepida, recita senza controfigure in ventotto film da protagonista. Quando non le basta più, complice la penuria di professionisti data dalla Grande Guerra, inizia a scrivere da sé i soggetti dei suoi film e a dirigerli, diventando una delle prime registe cinematografiche della storia, arrivando persino a produrli da imprenditrice.

Non lascerei mai il mio lavoro. Il mio lavoro sono io, senza non esisto. In effetti non sono più Dina, né Dina-mite, e nemmeno Diana – nient’altro che Diana Karenne. Il mio corpo è un’ombra e vive solo di luce”, dichiara la diva.

Diana troverà nel cinema il mezzo espressivo più adatto alla sua capacità di metamorfosi. Sapeva fare tante cose, poteva essere tutto”, conferma invece l’autrice.

Diana nasce nel 1889, vicino a Kiev. La caduta dello zar, che la coglie in Europa, la strappa dal suo Paese, dal suo passato, dalle sue radici e lei, che nel frattempo ha già cambiato nome, identità, religione e antenati, continua ad attraversare frontiere e trame in cerca della sua autenticità. La Storia la insegue, la trova in Italia durante la prima guerra mondiale e la rivoluzione russa, ne fa un’esule, una straniera per sempre. Così, quando l’Europa sprofonda nelle tenebre delle dittature e poi nella seconda guerra mondiale, la diva senza identità è ancora più vulnerabile, soggetta a continui controlli, sospettata di essere una spia. “Nei nomi e nell’esistenza di Diana Karenne è tatuata a fuoco la storia d’Europa” afferma Mazzucco.

Diana è una femme fatale, che paga duramente la sua voglia d’indipendenza. Travolta da amori tempestosi e infedeli, ha almeno tre uomini importanti: un grande diplomatico, un uomo potente che le servirà per entrare nel mondo del cinema (di cui non ha bisogno perché costruisce da sé la sua carriera), e un produttore geniale, giovane, oggi dimenticato, ma che ha fatto la storia del cinema.

Solo alla fine, quando tutta la gloria e l’abnegazione all’arte e agli amori non le basteranno più, Diana Karenne sceglierà la suprema forma di cancellazione di sé, nella lunga fase finale della sua esistenza in cui diventerà un’ombra e scomparirà dagli schermi e dalla memoria di tutti.