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ARCIPELAGO 2005 – XIII EDIZIONE -FESTIVAL INTERNAZIONALE DI CORTOMETRAGGI E NUOVE IMMAGINI

Con la proiezione di The Diary of an Unknown Soldier (1959), cortometraggio giovanile di uno dei più coerenti, battaglieri e innovativi cineasti contemporanei, l’inglese Peter Watkins, il 17 Giugno, alla Multisala Intrastevere di Roma, si alzerà il sipario sulla 13a edizione di Arcipelago – Festival Internazionale di Cortometraggi e Nuove Immagini. L’annuale kermesse dedicata al “cinema breve”, che fino al 23 Giugno proporrà 215 opere selezionate tra lei quasi 1.400 giunte da ogni angolo del mondo, ha riservato all’autore britannico – che nel 1966 vinse l’Oscar per il Miglior Documentario con The War Game, prodotto dalla BBC ma censurato dall’emittente inglese e mai mandato in onda per ben vent’anni – un omaggio nella sezione Outsiders, dedicata ai film brevi dei “fuoriclasse” del cinema internazionale.

Oltre The Diary of an Unknown Soldier e al successivo, straordinario The Forgotten Faces (1960, sulla rivolta ungherese del ’56), entrambi mai proiettati in Italia, verrà riproposto anche lo stesso The War Game (quest’anno ne ricorre il quarantennale), impressionante e potente docu-fiction pacifista nel quale – e questa fu la causa della censura politica che lo colpì duramente all’epoca – si ipotizza che l’Inghilterra venga colpita da un attacco nucleare. All’ostracismo della BBC, Watkins rispose dopo qualche tempo lasciando il suo paese per non farvi più ritorno: da allora ha realizzato una decina di lungometraggi fuori da ogni corrente, in Svezia, Danimarca, Stati Uniti e Francia, per poi stabilirsi negli ultimi anni in Lituania, dove oggi – alla vigilia dei suoi settant’anni – sta preparando un nuovo film. Su Watkins, che un altro combattivo esponente del cinema inglese più impegnato come Ken Loach considera il suo maestro, verrà inoltre presentato il video Peter Watkins Lituanie 2001, una testimonianza realizzata sul set del suo film più recente, La Commune (Paris 1871), ricca tra l’altro di interessanti e quanto mai penetranti notazioni del regista sull’attuale sistema dei media e sulla globalizzazione della comunicazione. Un’occasione più unica che rara, quest’omaggio, per riscoprire – o fare la sua conoscenza per la prima volta – un cineasta complesso e irriducibilmente indipendente, assente da decenni dagli schermi del nostro paese.

Italiano e di tutt’altra generazione e sensibilità, ma egualmente impegnato a raccogliere dalla realtà le opportunità di raccontare il presente (e spesso il passato) del nostro paese con spirito critico e talvolta anche con disincantata leggerezza, il documentarista Gianfranco Pannone è invece il protagonista della personale che Arcipelago dedica quest’anno ad un autore del nostro cinema, dal titolo Viaggi in Italia. Fresco d’esordio nel lungometraggio di fiction, Pannone ha realizzato dal principio degli anni ’90 una trentina tra documentari di creazione e cortometraggi, cui si aggiungono altrettante ricostruzioni filmate di fatti di cronaca, film di montaggio e documentari naturalistici portati a termine per alcune trasmissioni di Rai Tre. Si tratta di una filmografia considerevole, un patrimonio significativo di testimonianze visive che reclamava ormai l’opportunità di una (ri)lettura in prospettiva: un compito di cui Arcipelago si è fatto carico volentieri, proponendo – per la prima volta – una selezione ragionata di alcune opere di questo regista, dai lavori targati CSC come Lettera da Roma (1990), passando per la cosiddetta “trilogia americana” (Piccola America, Lettere dall’America e L’America a Roma, datati tra il 1990 e il 1995), Kelibia/Mazara (1998), Sirena operaia (2000), Latina/Littoria (2001), fino al recente Pietre, miracoli e petrolio (2004), ma senza dimenticare il suo lungometraggio Io che amo solo te (2004), ancora non uscito nelle sale.
All’intrigante e sempre più rilevante cinematografia breve irlandese è intitolata invece la retrospettiva centrale di Arcipelago 2005. Organizzata in collaborazione con il Cork Film Festival, l’Irish Film Archive of the Irish Film Institute, The Arts Council of Ireland e l’Ambasciata d’Irlanda a Roma, Irishorts – Finestra sull’Irlanda si articola in tre programmi (di cui uno interamente dedicato ai film in lingua gaelica) che condensano gli ultimi dieci anni di cortometraggi realizzati nella terra di James Joyce, attraverso venti opere protagoniste di importanti festival internazionali – Venezia, Cannes, Clermont Ferrand, Cork – e vincitrici di un gran numero di riconoscimenti prestigiosi, non ultima la doppia candidatura all’Oscar 2001 per i corti d’animazione Give Up Yer Aul Sins e 50% Grey.
A concludere gli approfondimenti retrospettivi, infine, il nono e più recente programma della serie Europe in Shorts, che raccoglie – in collaborazione con l’European Coordination of Film Festival, l’European Fantastic Film Festival Federation e il festival francese Cinénygma – una selezione di nove tra i migliori corti europei di genere fantastico, tra cui l’ultra-premiato Copy Shop di Virgil Widrich, candidato all’Oscar 2002 per il miglior film d’animazione.

Da sempre orientato ai linguaggi più innovativi, e fortemente impegnato nella ricerca e nella segnalazione di nuovi talenti, Arcipelago punta anche quest’anno gran parte delle sue energie sulle sezioni competitive – tre internazionali, una nazionale e una regionale – alle quali si affianca il consueto spazio autogestito riservato agli studenti del DAMS dell’Università Roma Tre. Oltre al ritorno – dopo un anno di assenza – della competizione online Corto.Web (da quest’anno in collaborazione con il portale del cortometraggio Shortvillage.com), ci sono da segnalare tra i film selezionati Aria di Claudio Noce, corto vincitore del David 2005, e l’esordio di Daniela Ceselli – da anni collaboratrice di Marco Bellocchio – con il mediometraggio interpretato da Barbora Bobulova Spendo i soldi che non ho (sezione ConCorto), lo sconvolgente documentario sulla “mucca pazza” Le secret des dieux del belga Olivier Magis, l’israeliano Tsartsarim, indagine inquietante nei tormenti di una generazione costretta a venire a patti con una società sconvolta dalla violenza, il cortometraggio curdo-irakeno Snur (tutti nella competizione internazionale Onde Corte), i retroscena di un set hardcore raccontati con sguardo disincantato da Luca D’Ascanio in BackPorno e il mondo carcerario descritto con emozione da Ivano De Matteo nel documentario/performance teatrale Codice a sbarre (sezione Itinerari).
Da sottolineare anche – nella sezione eMovie – il corto d’animazione candidato all’Oscar 2005 Gopher Broke e due brevi film in qualche modo targati entrambi Pixar: Boundin’ (altro candidato alla preziosa statuetta, ma nel 2004) e la prima animazione 3D del maestro Bruno Bozzetto, Looo, che dello “stile Pixar” altro non è che un’affettuosa e gustosa parodia, ispirata ai fortunati personaggi del film Gli Incredibili. Alessandro Gassman, Claudio Gioè, Anna Falchi, Claudia Zanella, Paolo Sassanelli, Emilio Solfrizzi, Olivia Magnani, Jean Sorel, Mandala Tayde, Emilio Solfrizzi, Peter Mullan, Lorenza Indovina sono poi alcuni dei volti noti protagonisti dei cortometraggi che vedremo ad Arcipelago. A loro si aggiungono – in veste di generosi e amorevoli “tutori” di un gruppo di giovani attori emergenti – registi navigati come Marco Risi, Paolo Sorrentino, Paolo Virzì, Gabriele Muccino e Silvio Soldini, i quali “sfileranno” nell’Evento Speciale Giovani Talenti Italiani, da cui emerge – tra gli altri – Alba Rohrwacher, giovane e promettente attrice presente per combinazione in ben altri quattro cortometraggi proposti quest’anno dal Festival – un vero e proprio record!
Ultimo tra gli spazi competitivi di Arcipelago 2005, ma non meno importante, è inoltre il concorso regionale VideoRome, che proporrà sette cortometraggi sul tema (Tras)portami via, in collaborazione con Mediateca Roma e l’Assessorato alla Cultura, Spettacolo, Sport e Turismo della Regione Lazio. Un momento emozionante e alto del Festival, in cui si alterneranno riflessione, indignazione e vergogna, tra memoria storica e urgenze del presente, saranno invece i documentari dell’Evento Speciale Crimini & misfatti, dedicati a tre immense tragedie dell’ultimo secolo: la Shoa (Un mondo scomparso di Carlo Fontana), il genocidio in Ruanda (Ntituzabibagirwa: non vi dimenticheremo di Maurizio Dell’Orso) e il conflitto israelo-palestinese (Incontri di Marco Pasquini).
A chiudere la manifestazione provvederà infine l’anteprima italiana del lungometraggio ad episodi Move!, un progetto collettivo ardito e innovativo, concepito e in gran parte realizzato attraverso Internet dal regista Pietro Jona e frutto della collaborazione tra una dozzina di cineasti indipendenti di altrettanti paesi, in ognuno dei quali è stata ambientata una parte del film, un segmento del suo continuum narrativo. Un film cosmopolita, dunque. Un’opera che – in qualche modo – è essa stessa un “arcipelago”: di stili, di storie, di emozioni. Di lingue e di linguaggi.

Per informazioni:
www.arcipelagofilmfestival.org
e-mail: info@arcipelagofilmfestival.org