1832. L’anno della forca. “”Sono stato in città a cercare un falegname: un’esperienza inquietante, perché New York è diventata un posto non tanto di morte, quanto di terrore della morte.”
1859. Julius. “ Noah van Horn era un uomo rubicondo e ossuto, dotato di una volontà di ferro e, in una discussione con lui, nessuno aveva mai avuti l’ultima parola, salvo forse sua figlia Charlotte.”
2001. Ground Zero. “Danny Silver era come un figlio per me – visto che sono una donna prole che non si è mai sposata, non lo dico con leggerezza. Era anche un mio paziente.”
Questi gli esordi dei tre racconti racchiusi dall’autore di Follia nel nucleo de La città Fantasma. Tre racconti, tre periodi, tre vite di uomini e donne accomunati dall’aver percorso le medesime vie, respirato la stessa aria e assaporato la stessa atmosfera.
“L’anno della Forca” racconta la confessione di un fanciullo, “innocente colpevole” della morte della madre, racconta la disperazione del senso di colpa e della paura che attanaglia l’animo senza lasciare respiro.
New York viene inserita nell’intreccio come una nebbia, che entra nelle ossa, oscura i sensi, ma priva di potere di influenza degli eventi.
“Julius” narra l’infanzia e l’adolescenza di Julius, un giovane artista di nobile famiglia, reo di un amore per una donna “sbagliata” e delle conseguenze della propria ingenuità. Omertà e passione, follia e arte si fondono in un intreccio tanto comune quanto turbato, da cui nasce un mistero il cui epilogo giunge solo al termine del racconto. “Questa è la storia di Julius, meticolosamente ricostruita attraverso gli sbiaditi ricordi di quanti lo conobbero”.
New York permea la follia del giovane, la contestualizza in vicoli bui in cui cercare la luce, assume in questo secondo racconto una connotazione più densa e concreta, gradualmente si scioglie nell’umano dei protagonisti e ne diventa elemento essenziale. “Non è che l’amore negato possa condurci alla follia? Si, penso di sì. “
“Ground Zero” torna al pattern di protagonisti che spesso si incontra nelle opere di Patrick McGrath, una terapeuta, e il proprio paziente, Danny Silver, il percorso di un uomo instabile che cerca di recuperare il proprio equilibrio attraverso una storia d’amore che non lo aiuterà affatto. E’ l’11 settembre del 2001, giorno dell’attentato alle Torri Gemelle che ha sconvolto l’intero pianeta, e l’autore ha deciso di mettere a fuoco alcuni giorni di una triade di personaggi, un uomo e due donne, e studiare come un evento tanto tragico, possa aver sconvolto le loro vite. La New York del ventesimo secolo entra violentemente negli eventi, li stravolge e rappresenta una causa determinante e scatenante l’intero intreccio.
La città fantasma si forma di tre racconti, ma può esser letta anche con contorni romanzeschi, la storia di una città, riassunta in tre capitoli decisivi, un romanzo che mostra come il contesto in cui viviamo possa gradualmente entrare nelle nostre vite e condurle in un senso piuttosto che in un altro. Un romanzo che mostra tre delle tappe storiche di New York. Un diamante, dai diversi volti.
Siamo lontani dall’inquietudine di Spider, ma la capacità di Patrick McGrath di entrare nella psiche umana emerge nuovamente, senza deludere le aspettative del lettore.
Patrick McGrath è nato in Inghilterra e vive tra New York e Londra. Autore di Spider ( Bompiani, 1990) e del celebre romanzo “Follia” (Adelphi 1998 ). La città Fantasma ha esordito nel panorama letterario nel maggio 2005.






