Jean-François Sauvageau abita in un paese sperduto e vive con la figlia. Lui lavora come addetto alle pulizie in un bowling e in un motel. Julyvonne Sauvageau, sua figlia, ha 12 e non va a scuola: è il padre che glielo impedisce poiché vuole tenerla lontano da cattive frequentazioni e istruirla per conto proprio. Il signor Sauvageau non ha però molto tempo da passare con lei e la lascia spesso a casa da sola.
Un giorno Jean-François scopre delle macchie di sangue in una camera del motel dove lavora: lui chiama la proprietaria, ma nessuno telefona alla polizia. Nel frattempo Julyvonne decide di esplorare il bosco vicino casa senza il permesso del padre. Addentrandosi nella foresta scova un gruppo di cadaveri in mezzo alla neve.
Per tutta la prima parte del film lo spettatore potrebbe chiedersi: «Cosa c’entra il curling?». Si comprende il significato dell’insolito titolo solo quando Jean-François entra in una palestra dove si pratica questo sport su ghiaccio. Il curling dovrebbe essere la scintilla che innesca il cambiamento del personaggio. Jean-François sente parlare casualmente di questo sport: timoroso non si azzarda a praticarlo e solo alla fine del film capirà l’importanza del dialogo e della collaborazione, valori fondamentali veicolati da quest’attività. Il regista afferma di aver dato grande importanza al curling come elemento determinante per l’evoluzione del personaggio. Il valore dello sport non è però approfondito al di fuori della sequenza della palestra e lo spettatore fatica a ritrovare il nesso che il regista voleva esplicitare.
Questa rimane comunque l’unica pecca di un film profondo e formalmente elaborato. Al centro sta il rapporto tra Jean-François e Julyvonne, un legame morboso e ossessivo: il padre vorrebbe proteggere la figlia, ma ne ostacola in questo modo la crescita. La bambina non ha contatti con la realtà esterna e rimane isolata dalla società contemporanea. Julyvonne vuole conoscere il mondo e per questo esce di casa infrangendo le ferree regole del padre: inizia il suo percorso conoscitivo osservando prima la morte della vita.
Côté si è ispirato a una storia di cronaca per realizzare il film. Voleva ambientarlo d’estate, ma ha poi optato per i paesaggi innevati del Québec. La stagione invernale e l’ambientazione naturale contribuiscono nella creazione di un’atmosfera rarefatta che aleggia in tutto il film. Côté inquadra in campo lungo distese desolate e definisce attraverso queste il male di vivere di Jean-François.
Curling è comunque un film che non concede risposte concrete e lascia irrisolte svariate questioni (chi ha ucciso le persone ritrovate nel bosco? Perché la madre di Julyvonne è in prigione? Perché c’è del sangue nella camera del motel?). Côté realizza un’opera che gioca con elementi ambigui e misteriosi. Proprio da queste ombre mortifere e malinconiche è avvolto lo spettatore.
2010 – 35 mm – Color – 92′
Regia : Denis CôtéSezione : Concorso internazionale
Versione originale: franceseCanada
Interpreti:
Emmanuel Bilodeau, Philomène Bilodeau, Roc Lafortune, Sophie Desmarais, Muriel Dutil, Anie Pascale Robitaille, Johanne Haberlin






