All’avvio della conferenza stampa del 67esimo festival del cinema di Locarno, il presidente Marco Solari, su invito del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, ha informato i giornalisti presenti che la consueta panoramica “Locarno a Roma” quest’anno non si terrà: un ennesimo segno dello stato di crisi del nostro paese in cui, con una visione ben miope, sono sacrificati gli spazi della cultura in attesa di un’improbabile idea di crescita che nelle sue linee propiziatorie non riconosce centralità alla produzione e alla diffusione dei prodotti culturali.
Una mappa aggiornata dello stato dell’arte; un crocevia di esperienze, un luogo di scambio di cinema e nuove visioni; un’agorà reale e metaforica dove si proiettano le cose del mondo e i pensieri e le emozioni degli uomini.
Carlo Chatrian, direttore artistico, ha presentato un programma denso d’immagini e incontri. Film d’apertura, l’atteso action movie di Luc Besson, il più americano dei cineasti francesi; film di chiusura sarà Geronimo di Tony Gatlif, regista di origini algerine già autore di Gadjo Dilo, Exils e del più recente La Liberté, purtroppo mai distribuito in Italia.
Il cinema di oggi come prodromo di quello futuro, grazie allo spazio dedicato ai giovani autori, cui si affianca un consueto e importante sguardo al passato inteso come radice generativa del presente; in questo quadro la retrospettiva è vista come un’occasione di rivisitazione e di conoscenza; quest’anno è dediacata alla casa di produzione Titanus, dal 1910 tra il cinema popolare e quello più colto, con uno sconfinamento verso la produzione della fiction televisiva dalla fine anni ’70; nell’occasione, in Piazza Grande sarà proiettata la copia restaurata de Il Gattopardo di Luchino Visconti prodotto dalla Titanus nel 1963.
Leitmotiv della 67esima edizione sarà il racconto delle crisi del nostro tempo, non solo quella economica: il cinema diviene fabbrica di rappresentazione utile per una messa a fuoco, per uno sguardo diverso capace di abbracciare luoghi vicini o più remoti, crisi personali e sociali, declinato con registri diversi. Ne sono un esempio il conflitto padre e figlio di Perfidia del regista sardo Bonifacio Angius – unico italiano in concorso – e A Blast del greco Syllas Tzoumerkas.
Il Pardo d’Onore sarà tributato ad Agnès Varda, regista della Nouvelle Vague, a cui è dedicata una retrospettiva e la proiezione in Piazza Grande del recente La plage d’Agnès. Altra testimonianza della Nouvelle sarà la presenza di Jean-Pierre Léaud, alter ego di François Truffaut, interprete della crescita di Antoine Doinel.
E’ da segnalare infine la nuova sezione Sings of Life, che si propone di indagare i territori di frontiera, tra nuove forme narrative, innovazioni del linguaggio e utilizzo di nuovi strumenti di realizzazione.
Per saperne di più
http://www.pardolive.ch/en/catalogue/index





















