PERCHE’ SANREMO E’…BONOLIS!

Festival 2005: finalmente tanta musica e poco gossip

Giustamente onnipresente. Egregio nelle improvvisate canore e nei simpatici sketch. Ottimo miscelatore tra la dura realtà della guerra (che anche al festival si è fatta sentire) e il mondo del music business.
Bonolis, direttore artistico e presentatore del festival, ha trionfato con la sua nuova formula festivaliera, accompagnato dall’esuberante Antonella Clerici e dalla dolcezza della bellissima Federica Felini.

La scelta di proporre le cinque categorie (Uomini, Donne, Classic, Gruppi e Giovani) ha condito la gara di quella buona competizione che nelle ultime edizioni forse mancava. La musica selezionata non ha deluso gli addetti ai lavori e nemmeno il pubblico, che ha premiato la rassegna con ascolti televisivi da record. Bisognerà, comunque, aspettare qualche settimana per vedere se i singoli e i rispettivi album degli artisti in gara avranno raggiunto il cuore dei consumatori italiani.
La kermesse, partita il 1 marzo con il nostro inno nazionale in versione rock, ha iniziato subito ad appassionare i telespettatori con le prime eliminazioni da ogni singola categoria. Ha fatto discutere la presenza di quella poltrona bianca che doveva ospitare gli eliminati: Umberto Tozzi, Paola e Chiara non hanno approfittato, credendo di andare al patibolo, di un momento che nella sua negatività (la brusca eliminazione dal festival) regalava un momento di visibilità che forse la completa partecipazione alla gara non gli avrebbe dato.
Gli altri eliminati, che al contrario si sono presentati sul palco dell’Ariston, sono stati Franco Califano, che presentava una canzone poco orecchiabile ma che era intessuta su un ottimo testo scritto da Federico Zampaglione dei Tiromancino, e i Velvet che presentavano la loro “Devo dirti molte cose”. Nelle serate seguenti altre eliminazioni (discutibili quella di Nicola Arigliano e quella di Marina Rei).
Ma il Bonolis nazionale non si accontentava di aver scelto delle buone canzoni da far ascoltare: la serata del venerdì è stata una delle serate più belle e interessanti dello spettacolo. Tutti i cantanti in gara hanno riproposto la propria canzone con nuovi arrangiamenti, coreografie da sfondo, duetti e partecipazioni di attori e cantanti famosi. Rimarrà negli annuali la strabiliante jam session del jazz italiano in persona, Nicola Arigliano, che accompagnato dai suoi coetanei (lui ha ottantadue anni!) ha strappato all’Ariston una standing ovation.
Con ritmo incalzante, che quest’anno ha scacciato sbadigli e non ha lasciato spazio agli inutili gossip che tutto facevano tranne che far vincere la musica, si è arrivati all’ultima serata.

Dopo il ritorno inaspettato di Vasco Rossi, che ha cantato “Una vita spericolata” e “Un senso”, e dopo le ultime esibizioni ed eliminazioni, le giurie demoscopiche hanno consegnato al pubblico italiano, chiamato a votare la canzone vincitrice tramite sms, la cinquina finale: Francesco Renga per la categoria Uomini, Antonella Ruggiero per le Donne, Toto Cutugno e Annalisa Minetti per i Classic, Nicky Nicolai e Stefano Di Battista Jazz Quartet per i Gruppi, Laura Bono per la categoria Giovani.
Su tutti ha vinto “Angelo” di Francesco Renga: brano intenso e musicalmente coraggioso, con cui l’ex leader dei Timoria ha dimostrato ancora una volta le sue incredibili capacità vocali.
Il premio della critica “Mia Martini” è andato a Nicola Arigliano.
Nel frattempo Paolo Bonolis non ha mai dimenticato di ricordare il risvolto umanitario della manifestazione: il festival, infatti, quest’anno ha dato una mano al Darfur, la regione del Sudan che in questo momento sta vivendo una gravissima crisi umanitaria, con l’operazione “Avanposto55”.

La canzone vincitrice:
Francesco Renga, “Angelo”
Autori: F.Renga – M.Zappatini
Vorrei avere i tuoi angeli
Per non avere paura
E sapere cosa fare…
Notte fonda
Senza luna
E un silenzio che mi consuma
Il tempo passa in fretta
E tutto se ne va…
preda degli eventi e dell’età
Ma questa paura per te non passa mai
Angelo, prenditi cura di lei
Lei non sa vedere al di là di quello che da
E l’ingenuità è parte di lei…
Che è parte di me
Cosa resta
Del dolore
E di preghiere, se Dioo non vuole?
parole vane al vento
Ti accorgi in un momento:
Siamo soli… è questa la realta?
Ed è una paura che… non passa mai
Angelo, prenditi cura di lei
Lei non sa vedere al di là di quello che da
E tutto il dolore
Che grida dal mondo
Diventa un rumore
Che scava, profondo…
Nel silenzio di una lacrima
Lei non sa vedere al di là di quello che da
L’ingenuità è parte di lei…
Che è parte di me.