Il mito classico di Orfeo e Euridice viene rivisitato in chiave moderna attraverso la forza espressiva del fumetto in quest’opera originale e suggestiva che conduce il lettore in un mondo ultraterreno fatto di noia e ricordi sbiaditi.
Le anime che l’autore dipinge, attraverso la rotondità delle linee e il fluire dei colori, nelle vignette da lui stesso disegnate, dilagano nella vaquità e nel deserto esistenziale. Non c’è niente che rimandi a un senso di pace e redenzione dalla vita trascorsa sulla Terra: l’Aldilà descritto da Buzzati è una specie di Limbo popolato da entità condannate a vivere eternamente senza passioni.
Orfi, ospite temporaneo di questo altro mondo, alla ricerca dell’amata Euri, a lui ferocemente sottratta dalla Morte, è colui che riaccende per un momento la vitalità negata a queste povere anime: povere di speranze, sogni, reali esperienze da vivere. Attraverso l’intensità poetica delle canzoni che Orfi è invitato a far ascoltare alle anime, esse rievocano a fatica la loro vita “tra-passata”: l’ebbrezza della sessualità, l’intensità delle angosce e delle paure umane, la spinta dei desideri e delle speranze che muovevano le loro azioni e davano loro un senso.
Paradossalmente Orfi è colui che salva le anime ultraterrene, almeno per qualche istante, dalla loro eterna e inesorabile morte spirituale. Perché il vero Paradiso è quello sulla Terra: Madre di tutte le Creature, fertile terreno di incontri continui di vite con altre vite.
Vana è la conoscenza metafisica. La vera conoscenza è quella canalizzata attraverso i cinque sensi. Ĕ il gusto per la vita il vero senso della vita.
Buzzati sembra invitare il lettore a sforzarsi di vivere ogni giorno il più pienamente possibile, facendo tesoro di tutte le esperienze, anche di quelle negative, come se ogni istante fosse l’ultimo.
La vita è intesa quindi come vitalità: la pigrizia cognitiva, l’abitudine a considerare il quotidiano come scontato, il timore di compiere azioni straordinarie perché considerate pericolose o immorali, sono ciò che condannano l’uomo a morire dentro. Vivere da morto è condizione analoga a quella delle anime ultraterrene, costrette a vivere perennemente come ombre di se stesse.






