“Un giorno, durante la lavorazione di Butterfly (documentario del 2018 su Irma Testa, a 18 anni la prima donna pugile ad arrivare alle Olimpiadi) una bambina di nove anni partecipò casualmente alle nostre riprese regalandoci una scena intensa e fondamentale” hanno raccontato i due registi, Cassigoli e Kauffman. Queste loro parole sono l’introduzione perfetta a questo delizioso e commevente film.
Quella bambina è ora un’adolescente bellissima e piena di talento: si chiama Khadjia Jaafari, e come la protagonista di Californie è nata in Marocco, poi cresciuta a Napoli.
Unico film italiano in Concorso alle Giornate degli Autori, edizione 2021, Californie racconta tra fiction e vita vera la vita di Jamila (Khadjia Jaafari) nell’arco di 5 anni (i due registi hanno seguito e sceneggiato la storia adattandola alla crescita di Khadjia).
La incontriamo in palestra a nove anni (tenera la scena in cui si allena con la campionessa Irma Testa), la ritroviamo dagli 11 ai 14 anni.
Californie è la storia di una ragazzina cresciuta tra due culture, sentendo la mancanza o la nostalgia di un qualcosa, ma avendo ben chiaro un obiettivo. Anche quando vuole tornare in Marocco e poi dopo qualche anno non vuole più tornare, sa argomentare con esaustiva sintesi di “quartiere” le sue posizioni.
Jamila con grande passione ed espressione parla in italiano, arabo e napoletano; è solitaria ma spigliata, dalla parlantina veloce e grintosa, ma in cerca di punti fermi e conferme. Jamila è in cerca del suo posticino nel mondo.
Californie racconta con trasporto e colore la verosimiglianza della vita in quella fase particolare che è l’adolescenza. I due registi seguono il cammino, il percorso di Jamila che si fa spazio nel mondo.
La protagonista (nella realtà, Khadjia Jaafari è campionessa di pugilato nella sua categoria) ha un talento naturale nel rendere i pensieri corrucciati e contradditori di un’età delicata e unica.
È una piccola storia preziosa che regala commozione, tanti sorrisi e qualche risata sonora (i pedali del motorino, e l’origine del titolo del film stesso).
Non si vedono spesso film così sinceri e ben narrati (la sceneggiatura è dei registi e Vanessa Picciarelli).
Non ci resta che augurare che esca presto in sala.






