“Macchine Mortali” di Christian Rivers

Circa mille anni dopo che la  civiltà è stata distrutta dalla “Guerra dei 60 minuti”, l’umanità si è adattata ad un nuovo stile di vita e sulla Terra gigantesche città mobili (“trazioniste”) vagano come predatrici, catturando le città meno mobili e tecnologiche e riducendo in schiavitù i loro abitanti. Spiega il produttore e autore della sceneggiatura Peter Jackson: “Sono enormi città trazioniste – Londra è lunga più di un miglio – e danno la caccia alle città più piccole per depredarle, nel mezzo di un paesaggio chiamato il Grande Terreno di Caccia, che è essenzialmente l’Europa“.

Tutto questo Mortal Engines, il nuovo film diretto dall’artista degli effetti speciali Christian Rivers (Premio Oscar® per i Migliori Effetti Visivi di King Kong del 2005 e storico collaboratore di Jackson) ce lo mostra nella spettacolare e iniziale sequenza di inseguimento in cui una gigantesca Londra multistrato su ruote fagocita spietatamente una città più piccola. Lo scopo non è solo quello di sfruttarne le risorse e trasformarle in fonte di energia per Londra,  ma anche di cercare strumenti di “vecchia tecnologia”, provenienti dal passato, da recuperare, riutilizzare e in qualche caso esporre nel Museo cittadino. Naturalmente sono oggetti di uso quotidiano per noi spettatori del 2018, ma per i nuovi abitanti di Londra sono rarissimi reperti archeologici che datano circa mille anni: telefoni cellulari, tostapane, computer portatili, perfino merendine confezionate, solo per citarne alcuni.

Nella cabina di comando di Londra c’è il contradditorio Taddheus Valentine (Hugo Weaving), avventuriero vittima di un attentato per mano di una misteriosa giovane donna, Hester Shaw (l’attrice islandese Hera Hilmar). Hester riesce a sfuggire alla cattura e unirà le proprie forze con quelle del giovane Tom Natsworthy (Robert Sheehan) per combattere con la resistenza anti-trazionista, capitanata dalla tostissima aviatrice Anna Fang (la star sudcoreana Jihae) nel tentativo di cambiare il corso della storia del mondo.

Tratto dall’omonimo romanzo steampunk per ragazzi di Philip Reeve del 2001 e primo di quattro libri (di cui solo i primi due editi in Italia da Mondadori) Macchine Mortali vorrebbe – e potrebbe – essere l’inizio di una nuova saga cinematografica. La firma di Peter Jackson come produttore nonché autore della sceneggiatura con la storica compagna Fran Walsh e con Philippa Boyens (insieme hanno scritto la trilogia de Il Signore degli Anelli) dovrebbe, sulla carta, essere una buona garanzia.

Purtroppo Macchine Mortali  è visivamente straordinario, a partire dal primo inseguimento e fino alle battaglie finali, grazie ai maghi degli effetti speciali della Weta Digital. È invece proprio  la scenggiatura l’anello debole: 128 minuti sono troppi se la storia non ha basi solide e verso la fine del film decisamente arranca. Nel trasferire il futuro distopico del mondo di Philip Reeve sul grande schermo, il regista Christian Rivers si concentra troppo sulla forma estetica – non solo le città, ma i costumi, le ambientazioni, le macchine volanti – senza mai far vibrare l’empatia dello spettatore.

I giovani protagonisti – volutamente scelti tra volti relativamente sconosciuti al grande pubblico – fanno del loro meglio, ma paiono recitare senza convinzione e spariscono di fronte a Hugo Weaving e alla rivelazione Jihae. Anche questo non giova all’insieme del film, che va comunque visto al cinema, per apprezzarne appieno l’impatto visivo e sonoro.

Titolo originale: Mortal Engines
Regia: Christian Rivers
Cast: Hugo Weaving, Hera Hilmar, Robert Sheehan, Jihae, Ronan Raftery, Leila George, Patrick Malahide e Stephen Lang
Nazione: USA
Sito Ufficiale: www.mortalengines.com
Sito italiano: www.macchinemortali-ilfilm.it
Uscita: 13 dicembre 2018 (cinema)