domenica, Giugno 7, 2026
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25 TORINO FILM FESTIVAL

Serata d'inaugurazione

Chi l’avrebbe mai detto. Ci si aspettava il solito Nanni, timido e di poche parole e invece ieri sera al cinema Ambrosio, alla prima delle due identiche inaugurazioni previste, assistiamo a un esuberante show del nuovo direttore del Festival di Torino.
Accantonando gli scherzi e una facile ironia, ieri sera abbiamo assistito all’apertura ufficiale del nuovo corso del Torino Film Festival, che festeggia il suo personalissimo giubileo cambiando direttore. Dopo le ottime edizioni orchestrate da Giulia D’Agnolo Vallan e Roberto Turigliatto, caratterizzate da un’altissima qualità dei film in concorso e fuori concorso, da ottime scelte per quanto concerne le retrospettive (una su tutte, quella in due puntate, completissima, su Claude Chabrol) e una grande fidelizzazione creata con un gruppo di registi fedeli e affezionati amici del festival (John Landis, Joe Dante, Johnnie To solo per citarne alcuni), dopo tutto questo ben di dio, si diceva, si passa, con una scelta coraggiosa e non senza controversie, a una figura imponente e importante come Nanni Moretti.

Chi l’ha visto aggirarsi dalle parti del cinema Massimo nel primo pomeriggio, ovvero nell’imminenza della doppia parca cerimonia d’apertura, non può negare di aver notato nel regista/produttore, e ora anche direttore di festival, più famoso d’Italia un certo malcelato nervosismo. Eppure, da uomo di spettacolo quale anche è, al momento di salire sulla ribalta Moretti ha dato il meglio di sè, contribuendo a stemperare con ironia e istrionismo un certo clima di tensione e attesa. Una presentazione/one man show fatta di tanta ironia, di amichevoli toni informali e, finalmente, di una più che dovuta presentazione di tutti i collaboratori che hanno materialmente messo in piedi questo festival, dai più noti Emanuela Martini e Pier Maria Bocchi fino a volti meno conosciuti, che hanno diviso il palcoscenico e le luci della ribalta col podestà Moretti. Il quale introduce anche la giuria del concorso ufficiale, prendendosi la libertà di andare a salutare in platea il regista francese Andrè Tèchinè “perchè non l’avevo ancora mai conosciuto” e di ammonire bonariamente Carlo Mazzacurati “che non riesce a stare lontano dal Veneto per più di sei giorni e quindi sarà con noi da domenica a sabato prossimo”, e che ringrazia le autorità di Torino e del Piemonte “che ci hanno graziato dal venire a pronunciare discorsi ufficiali”.
Insomma, un’apertura di festival come non te l’aspetti, brillante, divertente e carismatica. Ora la parola va ai film, i veri protagonisti di una splendida manifestazione come quella di Torino.