Il metallaro Rob Zombie (pseudonimo di Robert Cummings), ex leader della band White Zombie, torna a filmare le avventure della terribile famiglia Firefly de “La casa dei 1000 corpi” (2000), stavolta inseguita dal sanguinario sceriffo in cerca di vendetta Widell, in un horror on the road cinefilo e citazionista.
Si apre con l’irruzione dello sceriffo Widell (Forsythe) nella grottesca abitazione della famiglia Firefly questo seguito de La casa dei 1000 corpi: ma se la mamma viene catturata, i due biondi fratelli Otis (Bill Moseley) e Baby (Sheri Moon, moglie del regista) riescono a fuggire, dandosi appuntamento nel bordello dello zio con il padre/clown, Captain Spaulding (Sid Haig, ultrasessantenne attore televisivo che ha conosciuto il successo con La casa dei 1000 corpi).
I cacciatori di vittime da trucidare si trasformano dunque in prede di uno spietato e discutibile “guardiano della legge” in un viaggio tra la polvere del deserto e la sporcizia dei motel.
Un film crudo, sporco e violento, che non presenta certo idee rivoluzionarie o particolarmente innovative nella trama (la vendetta ormai diventerà il tema anche del prossimo cartone animato della Disney…), ma che trova la sua originalità nell’ironia grottesca che pervade i dialoghi, esageratamente sopra le righe, nei personaggi al limite della credibilità, e in uno stile cinematografico che si rifà, nelle atmosfere, nei colori e nei frequenti ralenti alla Peckinpah, agli anni Settanta.
Anche per quanto riguarda la colonna sonora, a quegli anni rimanda la musica country e soprattutto rock che accompagna i ritmi da western di questo horror insolitamente luminoso: vedi il ralenti-massacro finale, accompagnato dalle note di Free Bird di Lynyrd Skynyrd.
Oltre che nel finale catartico, Zombie si lascia però andare in continuazione ad un uso ricorrente (e fastidioso) di tendine e split-screen, che a lungo andare trasmettono al film un tono epico che finisce per scadere nel pacchiano. Ed ecco il tocco del metallaro.
Quasi un film-videoclip insomma (Zombie ha girato anche dei video per i White Zombie), confezionato con il tocco del cinefilo che vuole mostrare a tutti i costi di aver imparato la lezione dei maestri: oltre che da Peckinpah e dai fratelli Marx (dai cui personaggi derivano i nomi dei protagonisti) abbondano citazioni da Romero, Leone, Hooper. E così via.
Ma proprio legata a questo citazionismo cinefilo è la scena più divertente del film, quella in cui viene convocato dallo sceriffo un buffo critico cinematografico, dolcevita nero-occhiali da nerd-cultura nozionistica, al quale il gretto capo della polizia si rivolge con queste parole: “Di certo la tua conoscenza delle stronzate è illimitata”. Beh, forse Zombie, più che “critica alla critica”, ha voluto fare un po’ di autoironia.
Titolo originale: The Devil’s Rejects.
Regia: Rob Zombie.Sceneggiatura: Rob Zombie.
Cast: William Forsythe, Bill Moseley, Sid Haig, Sheri Moon.
Fotografia: Phil Parmet.
Montaggio: Glenn Garland.
Origine: Usa 2005.
Distribuzione: Eagle Pictures.
Genere: horror.
Durata: 101’.
Data di uscita in Italia: 12 maggio 2006.









