mercoledì, Luglio 29, 2026
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Conversazioni con Bertolucci, Depardieu, Coppola, Malick, Bragason, Surnow

Attori ed autori incontrano il pubblico della Festa del Cinema di Roma

Come è stato sottolineato anche fuori dall’Italia, l’idea che un Festival non sia solo un museo in cui proiettare dei
film, ma anche la scena in cui appassionati e spettatori possono incontrarsi con autori e attori che hanno sempre
visto e amato su uno schermo, è tra quelle che più di altre hanno consentito alla prima edizione della Festa di
offrire un’idea diversa di Festival. EXTRA/incontri, infatti, propone una serie di conversazioni in pubblico con
maestri del cinema americano come Francis Coppola e Terrence Malick, o con nuovi autori da scoprire come
l’islandese Ragnar Bragason, autore di film che ricordano Mike Leigh e Kieslowski, o come Joel Surnow, il
creatore della serie TV 24, che ha rivoluzionato il genere del crime movie in televisione, o con attrici come Jane
Fonda, Shirley Knight e Cloris Leachman, che rappresentano forse il gruppo di interpreti dell’Actors Studio
che ha consentito al cinema americano degli anni ’60 e ’70 di rinnovare radicalmente la rappresentazione dei
personaggi femminili. Il cinema italiano vedrà due presenze di notevole prestigio: Bernardo Bertolucci e
Sophia Loren. Il primo terrà una vera e propria lezione di cinema (secondo uno stile che i frequentatori
dell’Auditorium conoscono bene) e poi incontrerà Gerard Depardieu, l’interprete di Novecento; insieme
commenteranno lo straordinario materiale inedito del film ritrovato di recente, fortuitamente, nell’archivio
della Cineteca di Bologna, prima che la pellicola venga proiettata integralmente a più di trent’anni dalla sua
uscita in sala e del vivace dibattito che provocò. Ma la vera protagonista dell’inizio della Festa sarà Sophia Loren,
che incontrerà il pubblico in apertura: il volto e il corpo che, più di qualsiasi altri, hanno dimostrato per decenni
quanto l’arte della recitazione possa raccontare non solo una galleria romanzesca di personaggi ma anche
un’intera cultura, in tutto il mondo.

ACTORS STUDIO

Può uno stile di recitazione influire non soltanto sul cinema ma anche sul costume? Fino a che punto, gli anni
’70, che hanno visto emergere in tutto il mondo una identità nuova e non convenzionale delle donne, hanno
messo in scena nuove forme di soggettività ed espressività nella rappresentazione di personaggi femminili?
L’incontro con una eccellente selezione di attrici americane legate all’Actors Studio e all’immaginario del
cinema americano degli anni ’70 (Jane Fonda, Shirley Knight, Cloris Leachman), sarà l’occasione per
esplorare e conoscere meglio questo decennio irripetibile non solo per Hollywood. L’incontro, che lo scorso
anno fu un piccolo evento per un pubblico sensibile e appassionato, sarà realizzato in collaborazione con Studio
Universal (e la serie “Viaggio nel cinema americano”). Una selezione di scene decise insieme alle interpreti, la
conversazione con le protagoniste, il dialogo con il pubblico, daranno vita ad una sorta di lezione di alcuni dei
membri maggiormente rappresentativi della scuola per attori più famosa del mondo.


BERNARDO BERTOLUCCI

Dopo la lezione sulla Politica di Walter Veltroni e quella sull’Architettura di Renzo Piano (che si sono svolte
entrambi all’Auditorium negli scorsi mesi), la Festa rende omaggio ad uno dei più grandi registi italiani viventi
dedicandogli un programma che si estende per una intera giornata. Ci sarà, infatti, una vera e propria lezione sul
Cinema che sarà tenuta dal regista del Conformista e dell’Ultimo imperatore.
A seguire, un incontro con Gerard Depardieu a più di trent’anni dall’uscita di Novecento (che sarà proiettato in
versione integrale, Atto I e Atto II), e di cui la Festa presenterà dei materiali inediti, non montati nell’edizione
finale del film e da poco fortuitamente ritrovati. La prodigiosa precocità (Bertolucci esordisce ventenne alla
regia), la complicità ideologica e stilistica con le nouvelle vagues europee e l’amore per il cinema classicoamericano, ma soprattutto l’idea che fare del cinema significhi lavorare in profondità nella cultura e nella
mentalità del proprio ambiente come il grandioso progetto di Novecento sta ancora a testimoniare ai giovani
d’oggi: questo, e molto altro ancora, sarà di scena durante l’intera giornata.


RAGNAR BRAGASON

Ragnar Bragason è un filmaker islandese di 36 anni che ha realizzato più di ottanta produzioni tra cinema, video
musicali, documentari e pubblicità per la televisione ed è tra i più interessanti registi emergenti in Europa. Per
questa ragione, EXTRA gli dedica uno spazio particolare perché possa essere più conosciuto di quanto lo è
adesso (i suoi film non sono mai stati distribuiti in Italia). Children (2006) è la prima parte del dittico che Ragnar
Bragason ha dedicato ai rapporti familiari, seguito da Parents, quest’anno. Entrambi i film, in cui alcuni
personaggi di contorno del primo diventano protagonisti nel secondo, sono nati dalla collaborazione tra il regista
e Vesturport, la più innovativa compagnia teatrale islandese, e si ispirano a Mike Leigh, Jean-Luc Godard e John
Cassavetes nel modo di dirigere gli attori. Bragason ha provato con loro per mesi e mesi, non mettendo a
disposizione dialoghi scritti nemmeno durante le riprese, perché fossero spinti a improvvisare nei panni di
personaggi che conoscevano a menadito.

FRANCIS FORD COPPOLA

Alla Festa con il film Youth Without Youth, che segna il ritorno al cinema dopo anni in cui si è occupato di
tutt’altro ed ha visto la figlia Sofia conquistare un vasto consenso internazionale, Coppola parteciperà ad un
incontro pubblico dopo la proiezione del documentario della moglie Eleanor (Coda: Thirthy Years Later), mentre
in sala saranno presenti tutti gli altri membri di una delle famiglie più famose del cinema. Ritornato ai modelli
del cinema indipendente (budget contenuti, troupe essenziale) dopo aver sperimentato, in prima persona, varie
forme di follie produttiva, è l’autore che più di ogni altro può guardare lontano per capire dove sta andando il
cinema e cosa diventerà, oltre a farsi celebrare dagli appassionati come uno dei più grandi registi di tutti i tempi.
Come dimostreranno le sequenze dei suoi film che il cineasta ha scelto di mostrare e commentare alla Festa,
tratte da: La conversazione, Il Padrino I e II, Apocalypse Now, Rusty il selvaggio, Tucker.

TERRENCE MALICK

E’ stato con La rabbia giovane e I giorni del cielo uno degli autori di punta del cinema americano degli anni ’70 –
“Il più grande poeta della mia generazione” ha detto di lui Michael Cimino. Scomparso dal cinema per più di
vent’anni, è ritornato con due film altrettanto affascinanti e misteriosi, La sottile linea rossa e Il mondo nuovo
che conservano i tratti profondi del suo stile: una voce narrante che affonda nell’abisso della soggettività dei
personaggi e uno sguardo che si perde e stordisce all’esterno nella bellezza infinita della natura. Refrattario fino
alla fobia al contatto con i media (rarissime le sue fotografie), vederlo e incontrarlo è un autentico e rarissimo
evento. Malick, non solo ha accettato l’invito della Festa (a patto che non ci siano fotografi in sala), ma sarà
un’occasione unica per sentirlo parlare della sua passione per il cinema italiano. Insieme a clip dai suoi film,
infatti, il regista farà vedere, e commenterà, delle scene da film di Olmi, Fellini, Germi e Totò.

JOEL SURNOW

L’intelligenza di innovazione di stile e linguaggio delle ultime stagioni dei serial televisivi li ha trasformati in
strumenti di straordinaria penetrazione nei cambiamenti di sensibilità degli individui e delle società. Sono
diventati prodotti oggetto di grandi investimenti di produzione, scrittura e regia che superano in complessità e
modernità di narrazione gli standard del cinema di consumo. E’ il caso di 24, il serial thriller acclamato dalla
critica e dal pubblico che ha rivoluzionato la concezione del tempo della narrazione del piccolo schermo e
portato la rappresentazione della violenza e della tensione oltre i tradizionali limiti di tolleranza della tv,
conquistando 11 Emmy Awards e 2 Globi d’Oro. Un fenomeno che sarà il tema dell’incontro con l’ideatore e il
produttore della serie, Joel Surnow, che ha iniziato la sua carriera scrivendo per la serie cult degli anni ’80,
Miami Vice, ed ha raggiunto la notorietà con la creazione della serie tv La Femme Nikita. Condurranno Aldo
Grasso e Mariarosa Mancuso.