I film del XXI Festival del Cinema Latino Americano da Trieste a Roma

Roma, Cinema Trevi 1-5 novembre

1-5 novembre
XXI Festival del Cinema Latino Americano
Il Festival del Cinema Latino Americano, svoltosi a Trieste, ripropone presso il Cinema Trevi, a Roma, grazie alla proficua collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale, parte del suo ricco programma.
Evento speciale di quest’anno sarà l’omaggio alla Scuola Internazionale di Cinema e TV dei Tre Mondi (EICTV) de La Habana, Cuba, fondata per volontà del premio Nobel Gabriel García Márquez nel 1986. Infatti a Roma si ripropongono le migliori tesi di laurea degli studenti, molti dei quali oggi sono affermati cineasti.
Il festival prevede parte della retrospettiva di Jorge Fons, uno dei più importanti registi contemporanei messicani; l’omaggio a Toni Venturi, regista italo-brasiliano, che a Trieste ha ricevuto il premio Oriundi; sarà inoltre in programma buona parte dei film che nella città giuliana costituiscono la sezione ufficiale.
Dal 1 al 5 novembre il Cinema Trevi ospiterà quindi una rassegna assai rappresentativa, con opere di 20 paesi latinoamericani.

mercoledì 1
Omaggio alla Scuola dei Tre Mondi EICTV – Escuela Internacional de Cine y Televisión
ore 16.00
El invasor marciano 36 años después (1988)
regia: Wolney Oliveira; origine: Brasile; durata: 25’

Lagrimas al desayuno (1989)
regia: Walter Rojas; origine: Colombia; durata: 13’

Barrio belén (1988)
regia: Marité Ugás; origine: Perù; durata: 16’

ore 17.00
El ultimo vagón (2001)
regia: Osvaldo Daicich; origine: Argentina; durata: 14’

El suelo y el cielo (2004)
regia: Marcos Pimentel; origine: Brasile; durata: 26’

Casas en la pantalla (2004)
regia: Nelson Oyarzúa; origine: Cile; durata: 10’

Regresión (1992)
regia: Basilio García Reyes; origine: Cuba; durata: 7’

Gente que llora S.A. (2001)
regia: Haitem Khraiche Ruiz-Zorilla; origine: Spagna; durata: 16’

José Manuel, la mula y el televisor (2003)
regia: Elsa Cornevín; origine: Francia; durata: 14’

Al otro lado del mar (2005)
regia: Patricia Ortega; origine: Venezuela; durata: 12’

La maldita circunstancia (2002)
regia: Eduardo Emil; origine: Cuba; durata: 11’

ore 19.00
Ernesto mi amigo (1998)
regia: Jakov Dakovic; origine: Jugoslavia; durata: 12’

Habano (1999)
regia: Daniel Rocha; origine: Brasile; durata: 10’

Cascaras (1990)
regia: Mariana Rondón; origine: Venezuela; durata: 14’

Oscuros rinocerontes enjaulados… Muy a la moda (1990)
regia: Juan Carlos Cremata; origine: Cuba; durata: 18’

Discodecada (2005)
regia: Natalia Cabral; origine: Repubblica Dominicana; durata: 12’

Molina’s culpa (1993)
regia: Jorge Moliona; origine: Cuba; durata: 18’

Los que quedaron (1993)
regia: Benito Zambrano; origine: Spagna; durata: 26’

ore 21.00
Talco para lo negro (1992)
regia: Arturo Sotto; origine: Cuba; durata: 29’

Rincón de San Lazaro (1991)
regia: Leonel López Salgado; origine: Nicaragua; durata: 16’

Habanera (2004)
regia: Joana Oliveira; origine: Brasile; durata: 12’

Piscis (1994)
regia: Pablo Castillo Villagrán; origine: Cile; durata: 30’

Sonata para arcadio (1989)
regia: Fernando Timossi; origine: Cuba; durata: 17’

Yo tuve un cerdo Llamado Rubiel (1998)
regia: Jaime Rosales; origine: Spagna; durata: 13’

giovedì 2
ore 17.00
Person (2006)
Regia: Marina Person; soggetto e sceneggiatura: M. Person; origine: Brasile; durata: 73’; v.o.; sott. it.
La vita e l’opera del regista brasiliano Luiz Sérgio Person attraverso gli occhi della figlia maggiore Marina Person, che intervista amici, colleghi e familiari del regista, cercando di ritrovare tessere mancanti di un padre, ma soprattutto di un artista.

ore 19.00
El Caracazo (2005)
Regia: Román Chalbaud; soggetto e sceneggiatura: Rodolfo Santana; interpreti: Fernando Carrillo, Beba Rojas, Pedro Lander; origine: Venezuela; durata: 107’; v.o.; sott. it.
Agosto, 2002. Durante una riunione Nicolàs Petrov legge la sentenza emessa dalla Corte Interamericana dei Diritti Umani, che ordina allo stato venezuelano d’indennizzare le famiglie e le vittime coinvolte nei tragici eventi del 27 febbraio. I presenti ricordano i sanguinosi avvenimenti che segnarono il prima e il dopo della storia contemporanea venezuelana. Mara Caparigua e Alejo Sanpedro sono tra i tantissimi personaggi che appaiono durante il film, testimoni di quella tragedia sociale che cambiò la faccia del Paese.

ore 21.00
El Callejón de los Milagros (1994)
Regia: Jorge Fons; soggetto: dall’opera omonima di Naguib Mahfouz; sceneggiatura: Vicente Leñero; interpreti: Ernesto Gómez Cruz, María Rojo, Salma Hayek, Bruno Bichir, Delia Casanova, Daniel Giménez Cacho; origine: Messico, durata: 144’; v.o.; sott. it.
A Callejón de los Milagros, nel centro storico di Città del Messico, s’intrecciano le vite di vari personaggi. Stanco del matrimonio con Eusebia, Don Rutilio, proprietario dell’osteria del quartiere, scopre dei nuovi sentimenti. Le conseguenze però saranno catastrofiche. Il giovane parrucchiere Abel è deciso a partire per gli Stati Uniti dove spera di guadagnare dei soldi per sposarsi. Susanita pensa solo al matrimonio e cerca l’amore sia nel giovane Chava, figlio di Don Rutilio, sia nel cinico Güicho che lavora nell’osteria. I destini, anche quelli più lontani e diversi, finiranno per incrociarsi.

venerdì 3
ore 17.00
Rojo amanecer (1989)
Regia: Jorge Fons; soggetto e sceneggiatura: Xavier Robles, Guadalupe Ortega Vargas; interpreti: María Rojo, Héctor Bonilla, Demián Bichir, Jorge Fegan, Ademar Arau, Eduardo Palomo; origine: Messico; durata: 96’; v.o.; sott. it.
Una famiglia diventa involontariamente vittima e testimone degli eventi sanguinosi accaduti il 2 ottobre 1968. Mancano solo dieci giorni ai Giochi Olimpici. Tuttavia l’atmosfera è febbricitante perché alcuni studenti hanno deciso di compiere un meeting a Tlatelolco (il maggior complesso urbano di Città del Messico), nella Plaza de las Tres Culturas. La manifestazione viene soppressa col sangue: centinaia di persone saranno uccise per strada dall’esercito. La famiglia sarà spettatrice di questi terribili avvenimenti che si svolgono sotto la loro casa. Ma il mattino seguente rivela ben altre tragiche sorprese.

ore 19.00
Cabra-Cega (2005)
Regia: Toni Venturi; soggetto: Fernando Bonassi, Victor Navas; sceneggiatura: Di Moretti; interpreti: Leonardo Medeiros, Débora Duboc, Jonas Bloch, Michel Bercovitch, Bri Fiocca, Odara Carvalho; origine: Brasile; durata: 107’; v.o.; sott. it.
Cabra-cega è un thriller politico che ripercorre gli anni di piombo brasiliani attraverso le vicissitudini di due studenti Thiago e Rosa, rapiti dal sogno della rivoluzione. Thiago, comandante di un gruppo di azione in un’organizzazione armata, viene ferito dalla polizia nel corso di un’imboscata ed è costretto a nascondersi nell’appartamento di Pedro (architetto e simpatizzante politico). Mateus è invece il leader dell’organizzazione e combatte per mantenere unito ciò che resta del gruppo. Tra Thiago e Rosa, anche lei militante, nasce un forte sentimento. Nel frattempo i comportamenti inusuali di Pedro, impaurito dalla violenta repressione della polizia, lo portano ad essere sospettato di tradimento.

ore 21.00
Latitude Zero (2002)
Regia: Toni Venturi; sceneggiatura: Di Moretti; interpreti: Débora Duboc, Claudio Jaborandy; origine: Brasile; durata: 85’; v.o.; sott. it.
Due personaggi coinvolti in una storia viscerale d’amore in un luogo abbandonato, nel centro del Brasile. Lena, che aspetta un bambino dall’uomo che l’ha abbandonata, il colonnello Mattos, ha deciso di chiudere la Dama d’Oro, un bar in prossimità di un’autostrada ormai deserta, un tempo crocevia della corsa all’oro nelle vicine miniere. L’arrivo di Vilela, sottoposto del colonnello Mattos, la sorprende e la disgusta, ma, nel profondo, risveglia in lei la speranza. Vilela lentamente la seduce, poi, all’improvviso, scompare sottraendole gli averi. Al colmo della follia che si è impadronita di lei, Lena dà alla luce il bambino. Finché un giorno Vilela ritorna…

sabato 4
ore 17.00
Chile 672 (2006)
Regia: Pablo Bardauil e Franco Verdoia; sceneggiatura: P. Bardauil; interpreti: José Luis Alfonzo, Patrizia Camponovo, María Lorenzutti, Erica Rivas, Ana María Castel, Ludmila Fincic; origine: Argentina; durata: 102’; v.o.; sott. it.
Un autista depresso trova conforto in una bambina che porta a scuola ogni mattina; un’attrice che un tempo fu famosa e che cova l’ambizione di ritornare al successo per la porta principale; una giovane orfana e devota che ascolta inquietanti gemiti provenienti dal vicino appartamento; un’italiana liberale invisa a un gruppo di persone che stanno raccogliendo firme per farla cacciare. Chile 672 gira attorno alle vite agitate di quattro vicini che abitano in uno stesso edificio in un quartiere di Buenos Aires: quattro persone che si trovano in uno stato di profonda solitudine e che lottano per dare corpo ai loro sogni – a volte anche alle loro necessità basilari – in uno scenario colpito dalla crisi economica, sociale, religiosa e morale.

ore 19.00
Fuga (2005)
Regia: Pablo Larraín; sceneggiatura: Mateo Iribarren e P. Larraín; interpreti: Benjamín Vicuña, Gastón Pauls, María Izquierdo, Willy Semler, Francisca Imboden, Héctor Noguera; origine: Cile; durata: 107’; v.o.; sott. it.
Un viaggio attraverso la musica e la follia; un dramma universale che cerca di ritrarre la condizione umana attraverso il conflitto della creazione, l’originalità e l’invidia. Montalbán è un musicista intrappolato in una composizione incompiuta. Da piccolo fu testimone della morte della sorella assassinata sopra un pianoforte, accadimento sul quale compose accidentalmente una melodia. Anni dopo Ricardo Coppa, un musicista mediocre e senza talento, intraprende un viaggio alla ricerca di Montalbán e della sua dimenticata creazione musicale, con l’obiettivo di trasformare quella musica in una composizione propria, senza rendersi conto dei rischi.

ore 21.00
incontro con Mercedes Farriols

a seguire
Olga, Victoria Olga (2006)
Regia: Mercedes Farriols; sceneggiatura: M. Farriols; interpreti: Juana Hidalgo, Beatriz Spelzini, Mariana Levy, José Manuel Espeche, Pepe Novoa, Adriana Salonia; origine: Argentina; durata: 87’; v.o.; sott. it.
Bárbara è un’adolescente assillata dalla realtà che la circonda (la relazione fra i suoi genitori, le contraddizioni fra i desideri e la società nella quale è costretta a vivere, le vicissitudini dell’amore) e dalle pressioni del padre che la esorta ad abbandonare la sua piccola città natale alla ricerca di nuovi orizzonti all’estero. Un mattino, tornando da una festa in compagnia del fidanzato e di due amici, rimane coinvolta in un incidente stradale. L’ultima cosa che Bárbara riesce a vedere prima di cadere in acqua è un ponte sospeso, vero e proprio spazio simbolico dell’opera, dal quale avrà origine il racconto della sua storia familiare, a partire dalla nonna Olga.

domenica 5
ore 17.00
Cerro do Jarau (2005)
Regia: Beto Souza; sceneggiatura: B. Souza, Tabajara Ruas, Fernando Marés, Geraldo Borows; interpreti: Tarcísio Filho, Miguel Ramos, Tiago Real, Roberto Birindelli, Lú Adams, Júlia Barth; origine: Brasile; 86’; v.o.; sott. it.
O Cerro do Jarau è un luogo mitico localizzato alla frontiera del Brasile con Uruguay e Argentina, nel quale si perpetuano molti misteri. Rebeca, Bento e Martim sono tre cugini che sono cresciuti nel Cerro. Vent’anni più tardi Martim diventa padre, Bento un poeta fallito e Rebeca una donna di una casa notturna. Rebeca decide di vendere il suo stabilimento a Correntino, noto possidente del luogo, che decide di scommettere sulla carriera artistica di Lola, cantante rock. Ma Correntino non onora il suo debito.

ore 19.00
El amor y la ciudad (2005/2006)
Regia: Teresa Costantini; sceneggiatura: T. Costantini in collaborazione con Walter Jacob; interpreti: T. Costantini, Patrick Bauchau, Adrián Navarro, Vera Carnevale, Jean-Pierre Noher, Jean-Pierre Reguerraz; origine: Argentina; durata: 102’; v.o.; sott. it.
Solitudine, incomprensioni, silenzi, paura dell’abbandono, angoscia per la fine delle cose. In un’immaginaria Buenos Aires, deserta e vuota, Juana, Sebastián ed Elisa vivono nello stesso edificio. Juana è una giovane artista disoccupata, piuttosto instabile e sommersa dai problemi economici. Elisa, donna frustrata sia nell’ambito professionale che in quello affettivo, divide la propria esistenza con Sebastián, venditore di libri antichi, più giovane di lei. Un uomo chiama da Parigi… Elisa se ne va senza lasciar traccia. Sebastián inizia una relazione con Juana. Ma l’amore, il tempo e le circostanze cambieranno nuovamente la vita di questi esseri solitari.

ore 21.00
incontro con Héctor Hernández e Horacio Rivera

a seguire
Los pajarracos (2006)
Regia: Héctor Hernández e Horacio Rivera; sceneggiatura: H. Rivera, H. Hernández; interpreti: Miguel Rodarte, Itati Cantoral, Regina Orozco, Luis de Alba, Ivonne Montero, César Bono; origine: Messico; durata: 90’; v.o.; sott. it.
La storia di Miguel Sanabria, lottatore di wrestling, casanova e donnaiolo, che, diretto in California – dove potrà finalmente realizzare il sogno della sua vita: lottare nell’Olympic Auditorium di Los Angeles –, scopre di aver lasciato incinta la figlia di un potente politico… Inseguito, raggiunge Tijuana, dove ottiene da una falsaria il visto per passare il confine, ma in cambio deve offrirle il suo aiuto: portare con sé uno zainetto pieno di dollari che fa gola a molti.

Centro Sperimentale di Cinematografia
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