“WUYONG (USELESS)” DI JIA ZHANGKE

Inutile

Orizzonti Doc
Jia Zhangke ritorna al Lido dopo la trionfale esperienza dell’anno passato, in cui fu introdotto a sorpresa nel concorso ufficiale col suo Still Life, che gli valse il Leone d’Oro.

Il giovane, appena trentaquattrenne, regista independente cinese torna a far visita alla kermesse veneziana nella sezione Orizzonti, con un documentario che, col pretesto di parlare dell’industria tessile cinese, mostra con l’usuale maestria la Cina dei giorni nostri.
Zhangke, per la quinta volta a Venezia (in concorso con Platform nel 2000, Shijie nel 2004 e Still Life nel 2006, in Orizzonti con Dong nel 2006) non perde il contatto col filo rosso che accompagna da sempre la sua poetica cinematografica a livello tecnico e a livello di scrittura.

Wuyong è un documentario diviso in tre atti, ambientati a Canton, a Parigi e a Fenyang. A Canton ci viene mostrato il ripetitivo lavoro degli operai in una catena di montaggio tessile; si spaccano la schiena senza fiatare e si muovono lenti come lenta la macchina da presa indaga. A Parigi la rinomata stilista Ma Ke sta preparando l’installazione per l’esposizione della sua nuova collezione; qui, nell’unica parte veramente parlata della pellicola, la stilista espone il suo punto di vista sulla moda, il suo disprezzo verso i capi d’abbigliamento di produzione industriale e il suo rapporto filosofico con gli oggetti che la circondano, oggetti che hanno una storia e una memoria. Nell’area mineraria di Fenyang i molti lavoratori delle varie minerie e cave si servono spesso e volentieri nei piccoli negozi a buon mercato di sartoria, magari a conduzione famigliare, della zona.

Come si accennava poco sopra, Jia Zhangke non perde di vista il filo conduttore che ha sempre caratterizzato la sua filmografia, e ne riversa i valori portanti in quest’ultimo lavoro. Quindi assistiamo al tipico prodotto ibrido del regista cinese, che da sempre si pone a metà strada fra il documentario e la fiction, riuscendo a sfruttare e a fondere, nei momenti di maggiore ispirazione, le caratteristiche positive di questi due modi di fare cinema. Zhangke naviga consapevolmente a vista in questa ambiguità ricercata, sperimentando di volta in volta nuove soluzioni, nuovi rapporti d’equilibrio fra fiction e documentario. Nel caso specifico di Wuyong, il regista Leone d’Oro nel 2006 produce un lavoro interessante, ma di difficle fruizione; una pellicola da trattare con rispetto, ma che soffre di alcuni difetti strutturali evidenti.

Titolo originale: Wuyong
Nazione: Cina
Anno: 2007
Genere: Documentario
Durata: 80′
Regia: Jia Zhangke

Distribuzione:

Data di uscita: Venezia 2007