Presentato in concorso nell’ambito del festival internazionale FiatiCorti 2025 di Istrana (TV), “Le dérapage” di Aurélien Laplace è un cortometraggio di satira politica con un messaggio molto chiaro: le parole contano più della sostanza.
Paul Sérédat (Gérard Chaillou), un uomo politico navigato e integerrimo del centro-sinistra si sveglia. Come ogni mattina si fa la barba ascoltando la radio, e si rende conto che tutti parlano di un suo “scivolone” (questa la traduzione migliore del titolo dérapage) di cui lui non sa assolutamente nulla e che quasi sicuramente, a detta dell’opinione pubblica, gli costerà la rielezione all’Assemblea Nazionale.
Dopo qualche attimo di spaesamento dal sapore kafkiano, anche acuito dalla poca dimestichezza con i social media, insieme alla moglie (Catherine Davenier) scopre di cosa si tratta: usando un normale modo di dire e senza cattiveria ha involontariamente preso in giro il suo avversario alle elezioni regionali, affetto da strabismo.
Con una comicità graffiante e appena vagamente esagerata rispetto alla realtà, Laplace ci mostra come l’opinione pubblica non abbia intenzione di lasciar correre questo “scivolone” di Sérédat, come i diritti degli strabici siano improvvisamente un argomento d’interesse generale e come il nostro protagonista sia costretto a ricorrere a ripetuti messaggi di scuse, con la sua goffaggine che lo porterà a rovinare tutto ogni volta, precipitando la situazione sempre di più… finché le carte si ribaltano, un nuovo scivolone sopraggiunge e il pubblico dimentica tutta la storia dello strabismo.
Una storia del genere poteva facilmente cadere nello stanchissimo (e sbagliato) stereotipo del “non si può più dire niente”, ma nasconde un messaggio più profondo, articolato prendendo in giro in egual misura il candidato di sinistra come quello di destra, e facendo ironia più sul concetto della politica vecchia, che si scontra con un mondo nuovo in cui le parole sono tutto e i fatti nulla, in cui ogni errore è esaminato al microscopio e non esiste l’oblio, finché non arriva un nuovo bersaglio. Mondo nuovo esemplificato alla perfezione dal minaccioso terzo candidato che si prepara alla ribalta.
Laplace racconta la sua storia di satira con ottima regia, aiutata dalla performance degli attori che reggono alla perfezione il gioco, e da un montaggio serrato che evidenzia tutte le battute, la maggior parte delle quali riuscite. “Le dérapage” è uno sguardo impietoso sulla politica ai tempi dei social media.





















