Una ricostruzione scrupolosa dell’omicidio del giovane giornalista d’inchiesta slovacco Ján Kuciak e della sua compagna, freddati sulla porta di casa nel febbraio 2018, delle successive indagini e delle conseguenze di questo drammatico evento per la società civile e per l’universo politico slovacco, scossi nelle loro stesse fondamenta. Attraverso frammenti televisivi ufficiali, video esclusivi e interviste alle famiglie e ai colleghi delle vittime, oltre che agli avvocati dell’accusa e della difesa, Matt Sarnecki getta luce, con la stessa serietà del giornalista ucciso, sul vortice di corruzione, arricchimenti illeciti e impunità che pare aver travolto senza possibilità di ritorno la Slovacchia.
Lo spettatore che, non trovandosi addentro alle dinamiche dei paesi dell’Europa centro-orientale, fosse normalmente portato a considerare la Slovacchia uno Stato frugale e tranquillo, senza guerre e conflitti intestini violenti alle spalle o in corso e senza particolari problemi di criminalità, potrebbe restare molto sorpreso dal vaso di Pandora che viene scoperchiato nell’avvincente documentario The Killing of a Journalist, diretto dal reporter americano Matt Sarnecki, con all’attivo già un’altra videoinchiesta su un attentato alla libera informazione avvenuto non lontano dalla Slovacchia. Killing Pavel, del 2017, raccontava infatti l’omicidio – che fece non poco scalpore nella Kyiv del 2016 – del giornalista bielorusso Pavel Sheremet, da sempre critico nei confronti dei governi di Russia, Bielorussia e Ucraina.
In questo caso ci troviamo però non nella problematica Kyiv post-Majdan, ma nella calma Bratislava, dove però, esattamente come nella vicina Ucraina, non manca un consistente sottobosco di oligarchi corrotti e politici con un debole per le tangenti. Dopo l’ingresso nell’Unione Europea ormai quasi 20 anni fa, la Slovacchia ha conosciuto un discreto sviluppo economico e un sensibile miglioramento delle condizioni di vita e delle opportunità dei loro cittadini, ma qual è stata l’altra faccia della medaglia? Come si evince dall’inchiesta portata avanti nel film, molti dei consistenti fondi europei sono finiti in mano a premier dalla dubbia reputazione e dalla mentalità clientelare come il poi dimissionario Robert Fico (impagabile – e tragica – la scena in cui Fico, in conferenza stampa, propone un milione di euro a chi avesse informazioni sui mandanti dell’omicidio Kuciak, con tanto di mucchi di banconote accatastati appositamente su un tavolo come nel migliore gangster movie), oppure, attraverso appalti truccati, a miliardari come l’odioso Marián Kočner, influente imprenditore colluso con la criminalità organizzata (‘ndrangheta italiana compresa), ma anche vicinissimo a tutto l’establishment slovacco, in modo da poter manovrare a proprio favore tanto il sistema politico quanto quello giudiziario. 
Proprio sulle manovre losche di Kočner indagava Ján Kuciak, talentuoso e motivatissimo giornalista 27enne e vera e propria spina nel fianco del potente oligarca, con i suoi traffici illeciti e le sue evasioni fiscali. Proprio Kočner sarebbe stato, assoldando dei sicari attraverso un accorto meccanismo di scatole cinesi, il mandante dell’omicidio. Anche se, complici i suoi legami con i piani alti degli organi di polizia e di giustizia di Bratislava, non è mai stato condannato: la sua incarcerazione, di cui si parla a fine documentario, è dovuta a un affare di tangenti, mentre per quanto riguarda il caso Kuciak è stato scagionato per “mancanza di prove”. Uno scenario, purtroppo, piuttosto familiare per noi spettatori italiani. Così come familiare per noi spettatori italiani è il cambio di regime finale che, in ultima analisi, riporta allo status quo precedente: il partito di opposizione subentrato al governo dei ministri corrotti non è infatti stato in grado, nonostante i suoi proclami di onestà e trasparenza, di affrontare le difficili sfide degli ultimi anni, spingendo nuovamente parte degli elettori a mettere l’economia davanti all’etica.
L’assassinio a sangue freddo di Kuciak e della sua compagna e collega, comunque – e forse questo è lo spunto di riflessione più importante del film – ha suscitato un’ondata di indignazione e un risveglio della coscienza civile presso ampie fasce della società slovacca: parlano da sé le impressionanti manifestazioni di protesta contro la corruzione della classe politica in diverse città e gli intensi dibattiti dell’opinione pubblica in merito, stimolati anche grazie all’impegno dei genitori e dei colleghi delle due vittime, che – in un’ottica che ricorda un po’, con tutte le differenze del caso, quella dei parenti di Stefano Cucchi o Giulio Regeni in Italia – non si sono mai rassegnati, e non si rassegnano tuttora, nella loro ricerca di verità e di giustizia, purtroppo non ancora pienamente raggiunte.
Va ovviamente detto che The Killing of a Journalist ha meriti più civili ed etici che squisitamente artistici: il lavoro di Sarnecki si configura non tanto come documentario “da festival”, ma essenzialmente come dinamica e rigorosa inchiesta televisiva, certo di fattura eccellente, come purtroppo, oggi, se ne vedono ben poche sul piccolo schermo. In una prospettiva ideale, un documentario come questo dovrebbe essere tradotto in diverse lingue e trovare spazio in prima serata sui canali di tutti i paesi europei, perchè la Slovacchia che ha ucciso Kuciak (uno “stato fallito” e ormai capillarmente compromesso, come afferma tristemente uno degli intervistati) è, in realtà, una inquientante parte per il tutto e un monito d’allarme per l’intera UE.
A Karlovy Vary, dove The Killing of a Journalist è stato presentato all’interno del programma di proiezioni speciali, Matt Sarnecki ha detto di essere al lavoro su un altro documentario d’inchiesta incentrato sui crimini commessi dall’esercito russo durante l’occupazione di Bucha, in provincia di Kyiv, nel marzo 2022. Ci auguriamo che anche nell’affrontare del materiale così delicato e incandescente Sarnecki possa mantenere la stessa lucidità di sguardo e la stessa completezza della visione d’insieme dimostrate nell’onorare la memoria del suo collega Kuciak.





















