76° FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI BERLINO  12- 22 FEBBRAIO 2026

Conclusa la 76° Berlinale: Orso d’Oro a Yellow Letters, un film politico sulla Turchia, regia  di İlker Çatak tedesco- turco nato a Berlino.


La seconda edizione della Berlinale con la direzione di Tricia Tuttle, classe 1970 e nata in Carolina del Nord, è stata forse la più politicizzata e polemica degli ultimi anni. Ma certo anche questi ultimi sono stati tra gli anni più politicizzati e polemici.
Prima ancora del proprio esordio alla direzione, Tuttle affermò al Guardian (16 dicembre 2024) che la percezione di un eccessivo controllo della libertà di parola in Germania sul conflitto Israele–Gaza avrebbe scoraggiato la partecipazione degli artisti al festival. Al termine della presente 76 ° edizione ha parlato di “…Un mondo che sembra crudo e fratturato… ”, e non ha nascosto le polemiche: “Anche quest’anno siamo stati sfidati pubblicamente. Ciò deriva dall’essere un’istituzione culturale visibile in un momento polarizzato”. Ma ha anche salomonicamente affermato che “La critica fa parte della democrazia ” e che “La libertà di espressione alla Berlinale non è una sola voce”.

La vittoria assegnata a “Yellow Letters” è stata così motivata dalla giuria, presieduta dal grande regista tedesco Wim Wenders: “Uno sguardo sul futuro prossimo che potrebbe riguardare anche i nostri Paesi. Il film è entrato dentro di noi perché riconosciamo i segni del dispotismo nel nostro Paese o persino nel nostro quartiere. Per questo sarà compreso ovunque nel mondo”. Il titolo stesso è stato definito una premonizione inquietante; le lettere in buste gialle, infatti, sono quelle che giungono dalle Autorità e annunciano di solito azioni legali.

Si sono alla fine smorzate e cadute nel nulla le accuse a Wim Wenders, che aveva respinto l’idea che artisti e istituzioni culturali debbano assumere attivamente posizioni politiche, lasciando che siano i propri film a parlare, nel caso, anche di temi più stringenti di politica internazionale e non.

In proposito, ancora una volta sagge ed equilibrate le parole di Tricia Tuttle: “Se questa Berlinale è stata rumorosa ed emotivamente carica, non si tratta di un fallimento del cinema. La Berlinale sta facendo il suo lavoro. Questo è il cinema che fa il suo lavoro”.

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La kermesse cinematografica, inaugurata nel secondo dopoguerra e oggi uno dei più importanti festival europei, ha presentato ben 278 film da 80 Paesi. Ci sono film su violenza, ingiustizia, memoria e sopravvivenza, ma anche su arte, amore e amicizia.
I film nella sezione Concorso per l’Orso d’Orso e gli Orsi d’Argento sono stati 22, tra questi un’opera prima, un film di animazione e un documentario. Si tratta di produzioni di 28 Paesi; con 20 film in prima mondiale. Nove sono diretti o co-diretti da donne. I registi già partecipanti al festival sono 14; dei quali sei già nella sezione concorso.

I film nella sezione Prospettive sono stati 14, di cui undici sono prime mondiali, una è prima internazionale, una europea; 22 i Paesi di produzione; sei i film diretti da donne.

Molte stelle del cinema internazionale, come Sandra Hüller (Orso d’Argento come miglior interprete protagonista per “Rose”), Juliette Binoche, Tom Courtenay e Florence Hunt (a Tom Courtenay e Anna Calder-Marshall Orso d’Argento come migliori non protagonisti per “Queen at Sea”), Isabelle Huppert (The Blood Countess), Ethan Hawke (The Weight), John Turturro (The Only Living Pickpocket in New York).

La giuria internazionale (nella foto), che sceglie l’Orso d’Oro, è stata presieduta da Wim Wenders (Germania), con Min Bahadur Bham (Nepal), Bae Doona (Corea del Sud), Shivendra Singh Dungarpur (India), Reinaldo Marcus Green (USA), HIKARI – Mitsuyo Miyazaki (Giappone) Ewa Puszczyńska (Polonia).

Le altre giurie sono quelle delle sezioni:

  • Prospettive: il cui premio consiste in 50 mila euro; tra i giurati Frédéric Hambalek (Germania)
  • Cortometraggi: il cui premio consiste in 20 mila euro;
  • Documentari: il cui premio consiste in 40 mila euro; quest’anno i documentari presentati sono 16 nelle sezioni Concorso, Berlinale Special, Panorama, Generation e Forum.
  • Generation: che assegna l’Orso di Cristallo.
  • L’Italia non ha avuto nessun film presente. Di italiano spicca solo il marchio ARMANI, principale sponsor della rassegna, insieme con CUPRA, casa automobilistica catalana. Altri sponsor sono stati Enti e/o imprese locali o internazionali: Mastercard, Potsdamer Platz, Staropramen, TikTok, rbb, ZDF.
    Sponsor tecnici: AchtBerlin, ARRI, Barco, Berlin Cuisine, Canon, ChariTea, Cinecert, CineStar, Dolby, The Feuerle Collection, Harkness Screens, Husumer Mineralbrunnen, Ilg-Außenwerbung, Letterboxd, Rausgegangen, Top-IX.